Come Creare un Sito Web da Zero: Guida in 7 Passi

come creare un sito web da zero
È una cosa che mi sono chiesta anch'io, come creare un sito web. Nel seguente articolo ti racconto quali sono le possibilità sul mercato e ti spiego passo passo come realizzare un sito web con WordPress.
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Tabella dei Contenuti

Come creare un sito web da zero?

È una cosa che mi sono chiesta anche io quando ho deciso di mettermi in proprio. E dopo tanti errori fatti su me stessa, oggi ho deciso di raccontarti quello che per me ha funzionato.

Mamma mia che modi… manco più presentarsi…

Ciao!

Mi chiamo Chiara Scanavino e sono una copywriter multilingue. Se vuoi sapere qualcosa in più su di me, ti consiglio di leggere il post Chi è Chiara Scanavino all’interno di questo blog.

Ok. Bene. Piacere. Ora mi puoi dire a chi è rivolta questa guida?

Certo. Prima però perché non ti presenti anche tu?

Perché sono io che devo conoscere te per potermi fidare di quello che dici… E poi non abbiamo una relazione personale

Hai ragione. Ma sai, a me piace dialogare con le persone. E in un dialogo ci sono sempre due persone. C’è un mittente, che manda un messaggio. E poi c’è un destinatario o ricevente, che codifica il messaggio inviato.

Ok. Ma questo non c’entra nulla con la domanda che ti ho posto, ovvero: come si crea un sito web?

Hai ragione. Ma sai… Mi piace creare una relazione personale con i lettori del mio blog. E voglio quindi poterli chiamare per nome…

Va bene. Ma non hai necessariamente bisogno di sapere come mi chiamo…

Mi stai dicendo che non vuoi essere chiamato per nome? Mi stai dicendo che vuoi che unə tuə amicə ti chiami Ehi, bello! anziché Daniele, Silvia, Giulia, Marco, …?

Certo, Chiara. Ma noi non siamo amici. E io sono una persona diffidente per natura. Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio…

Hai ragione, Silvia. Io però ti dico una cosa. Stai tranquilla che non sono una spia e che non faccio la spia. Rispetto la tua privacy, come quella di tutti i miei clienti.

E allora perché volevi sapere il mio nome?

Perché voglio che il lettore possa riconoscersi in quello che scrivo. Le tue domande possono essere quelle di migliaia di altre persone là fuori sul web. E io e te abbiamo la possibilità di aiutarle insieme.

Cosa ne pensi, Silvia?

Ottima idea. Però ti chiedo gentilmente una cosa. Rispondi alla domanda “a chi è rivolta questa guida” in modo generico. Chi arriva su questo sito si riconosce nella situazione, non nella persona.

Ok. Bene.

Allora guarda il prossimo paragrafo.

Prima di iniziare, ci tengo però a precisare una cosa importante.

Chiarascanavino.it è un sito web dal carattere informativo e didattico e viene monetizzato con link di affiliazione. Ciò significa che se clicchi sui link di colore verde e acquisti, io riceverò una piccola commissione.

Buona lettura.

Chiara Scanavino – In viaggio verso te stessa

Per chi è la guida "Come Creare un Sito Web da Zero" di Chiara Scanavino

Chiara Scanavino - Home page

Ehi, tu!

Sei un freelancer che sta pensando di creare un sito web personale o aziendale per promuovere la tua attività in proprio?

Oppure…

Sei alla ricerca di un lavoro ma non hai voglia di inviare centinaia di curriculum inutilmente?

O ancora…

Hai voglia di creare un business solido basato su ciò che sai meglio e/o sulle tue passioni?

Allora questa guida fa per te.

Chiara!! Devi specificare meglio a chi ti rivolgi!!

Hai ragione, Dario… Scusami…

Zero scuse. Voglio i fatti.

E va bene… Questa è una guida passo passo. Per principianti. Quindi NON devi avere conoscenze pregresse.

Ok. Così va meglio.

Ma ora bando alle ciance… Sono stato abbastanza chiaro?

Chiarissimo, Dario.

Bene, allora abbi la decenza di dire che cosa contiene questa guida. Almeno chi legge sa già se continuare la lettura o meno… E poi basta di tirarmi sempre in ballo. Altrimenti sembra che io e te abbiamo una collaborazione. Mentre invece non è così… tu Chiara sei solamente una mia cliente…

Hai ragione, Dario. E quindi lo metto bene in risalto, in modo tale che non nascano dei fraintendimenti inutili…

Io sottoscritta, Chiara Scanavino, dichiara:

  1. di essere un’ex cliente soddisfatta di Dario Vignali;
  2. di non avere una relazione personale con il CEO di Marketers;
  3. che i contenuti di questa guida sono scritti personalmente da Chiara Scanavino immaginando un dialogo in cui l’autrice (la copywriter multilingue Chiara Scanavino) risponde alle domande dei lettori del blog https://www.chiarascanavino.it, ripensando a tutto ciò che ha imparato sul marketing;
  4. Che Chiara Scanavino ha approfondito il tema marketing e creazione dei siti web attraverso diversi corsi online. E quindi qui fa un riassunto di quello che ha imparato e della sua esperienza sul suo sito web.
  5. Qualora, su questo sito, si parla di marketing, Chiara Scanavino fa riferimento esclusivo ai principi del marketing.

Chiara, ma perché hai cancellato il punto 1?

Perché da marketing coach non lo posso dire. È fare pubblicità alla concorrenza.

Chiara, ma nel precedente articolo, quello intitolato “Per chi è il blog https://www.chiarascanavino.it?” hai detto che (per ora) non vuoi vendere percorsi a prezzo alto perché vuoi fare affiliate marketing. Quindi puoi fare una recensione dei corsi che hai fatto con Dario, no?

Si, quello lo posso fare. Grazie per l’idea. Me la segno, almeno non me la dimentico.

Sono contentə di averti dato una buona idea. Ma adesso dimmi che cosa trovo in questo articolo, per favore. Altrimenti me ne vado per sempre e non tornerò mai più.

Ok. Allora… All’inizio della pagina c’è la Table of Content, la tabella dei contenuti. In un’altro articolo ti spiegherò come crearla.

Chiara, ma a me interessa sapere da te personalmente che cosa trovo in questa guida… Voglio essere guidatə…

Ok. Allora continua a leggere. Ne parlo nel prossimo paragrafo.

Ecco Cosa Trovi Nella Guida "Come Creare un Sito Web da Zero" di Chiara Scanavino

Chiara, ma che cosa trovo nella seguente guida?

Bene, allora, Silvia… Nella seguente guida vediamo come creare un sito web da zero, con WordPress.

Chiara, ma perché proprio WordPress?

Perché è il modo più semplice. Ed è anche quello che utilizzo anch’io per questo sito web.

Ah, capisco. Ma dimmi… Perché dovrei voler leggere questa tua guida piuttosto che quella di tante altre persone là fuori?

Perché vedi… Io NON sono un guru.

Lo dicono tutti…

Pensa quello che vuoi. Io posso solo dirti che tutti hanno sempre riconosciuto le mie competenze…

Tutti chi?

I miei insegnanti a scuola. I miei ex capi. E anche i miei ex clienti. Se non mi credi, vai sul mio profilo LinkedIn.

Ma questo non c’entra più nulla col tema del paragrafo. E quindi andiamo avanti.

Per chi NON è la Guida "Come Creare un Sito Web da Zero" di Chiara Scanavino?

Chiara Scanavino

Chiara, ma per chi è la guida “Come Creare un Sito Web?”

Quella è una domanda a cui ho già risposto più sopra. Scrolla verso l’alto per rileggere il paragrafo in questione.

E poi, se mai la domanda dovrebbe essere…

Chi è che NON deve leggere la guida “Come Creare un Sito Web da Zero?” di Chiara Scanavino?

Bene, allora. Dimmi chi NON dovrebbe leggere la guida “Come Creare un Sito Web da Zero” di Chiara Scanavino?

Chi pensa che Chiara Scanavino sia un’improvvisata.

Chi si occupa di marketing.

E chi ha già un blog con decine, se non centinaia di visitatori al giorno.

Ok. Tutto chiaro, per ora. Andiamo avanti.

Andiamo avanti… Di che cosa parliamo?

Perché non parliamo di qual è l’obiettivo di questa pagina? Non hai detto che – su un blog – è stupido non mettere una call to action alla fine di un post?

Si, hai detto bene, Silvia. Ma di questo te ne parlo nel prossimo paragrafo.

L'obiettivo della guida "Come Creare un Sito Web da Zero" di Chiara Scanavino

Chiara, qual è l’obiettivo della guida “Come Creare un Sito Web”?

Quello di aiutarti a capire da dove iniziare a creare un sito web. Ti guiderò passo passo, Silvia.

Ma la call to action?

Non c’è. Questo è un post informativo. Quindi se sei qui è perché hai già in mente un tuo progetto, ma non sai da dove iniziare per metterlo nella pratica.

Dò quindi per scontato che tu abbia un motivo per essere qui. Altrimenti non avresti scritto “Come Creare un Sito Web” nella barra di ricerca di Google.

E tra le tante opzioni che c’erano, non avresti scelto di leggere proprio questo articolo.

Si, è proprio così, Chiara. Ma non abbiamo detto nell’articolo “Per chi è il blog https://www.chiarascanavino.it?” (e anche nel precedente paragrafo) che è stupido non mettere un richiamo all’azione al termine di un post?

Hai detto bene, Silvia.

E qual è il richiamo all’azione di questo post?

Metti in pratica, passo passo, quanto ti dico.

E poi, nei commenti (che trovi in fondo alla pagina), fammi sapere se sei riuscita a realizzare il tuo progetto o se hai ancora domande. Ok?

Ok. Ma non voglio essere derisa…

E per cosa?

Non voglio sembrare stupida.

Stai tranquilla che non penso male di te. E sappi anche che non ci sono domande stupide.

Sono qui per aiutarti, non per giudicarti.

Sono stata chiara, Silvia?

Chiarissima.

Bene. Allora sappi fin da ora che ci tengo a sapere la tua opinione, nei commenti. Ok?

Ok. Allora inizia a raccontarmi come creare un sito web. Altrimenti me ne vado e non torno più.

Eccoti accontentatə. Continua a leggere.

Come Creare un Sito Web da Zero: Breve Panoramica delle Possibilità

Chiara, ma come faccio a creare un sito web?

Bene, allora, Silvia… Ci sono varie possibilità.

Alcune richiedono delle competenze tecniche più approfondite. Altre, invece sono più alla portata di tutti.

Vuoi dirmi quali sono le possibilità che ci sono?

Dunque… Quando è nato il world wide web, i siti web erano complessi da realizzare. Ed era anche molto più costoso.

Perché vedi… tu forse non te lo ricordi o non puoi ricordartelo perché hai sempre dato per scontata la
connessione internet ADSL o wireless…

Una volta, per realizzare i siti web, occorreva conoscere Unix, l’HTML, il PhP…

Va bene, Chiara, ma a me non interessa come si realizzavano i siti web negli anni ’70! È roba da anteguerra!

È vero, Silvia. È roba da anteguerra. Ma sai… talvolta la roba da anteguerra è la roba più affidabile…

Cioè, Chiara?

Lasciami andare avanti, per favore…

Dicevamo…

Una volta, per realizzare i siti web, occorreva conoscere Unix, l’HTML, il PhP o un linguaggio di programmazione.

Bisognava scrivere la pagina, seguendo tutte le regole dell’HTML, del PhP o del linguaggio prescelto.

Bisognava sperare in una
buona connessione internet.

Bisognava acquistare dello spazio su un server (dei criteri per scegliere l’hosting e il server adatto alle tue esigenze te ne parlerò un’altra volta).

E poi bisognava avere il coraggio di andare a configurare il server tramite il File Transfer Protocol (FTP).

Oggigiorno, invece, tanti di questi passaggi non sono più necessari.

Internet è entrato nelle case di quasi tutti, anche se non sempre la connessione è veloce.

Ma anche lì in Germania?

Si, per esperienza personale posso dirti che
ci sono zone in cui anche qui la connessione internet potrebbe essere migliorata. Ma questo è un’altro argomento.

Se ti interessa, vedo di scrivere un articolo in merito per il blog https://www.cometrasferirsiingermania.com.

Sii, certo! Mi fa molto piacere.

Bene. Allora me lo segno. Ma comunque andiamo avanti…

Ok. Allora… il paragrafo si chiama “Come Creare un Sito Web: Breve Panoramica delle Possibilità”. Mi puoi quindi dire brevemente quali sono le possibilità che ho?

Dunque… Le possibilità che hai sul piatto, Silvia, sono le seguenti:

  1. imparare l’HTML / PhP e creare un sito web come una volta;
  2. usare una piattaforma come Wix, Joomla o Squarespace;
  3. acquistare dello spazio web su servizi all inclusive. Cosa intendo? Quei servizi che ogni tanto si vedono pubblicizzati nei mass media… Qui in Germania si usa 1&1 o Strato.de…
  4. (se hai o vuoi aprire un’e-commerce) usare Shopify;
  5. far realizzare un sito con Magento (se hai in mente di aprire un e-commerce);
  6. acquistare dello spazio web su un servizio di web hosting come Siteground e poi caricare WordPress.org;
  7. utilizzare WordPress.com.

E quali sono le differenze?

Continua a leggermi per scoprirlo. Anzi no. Guarda il video che ho pubblicato sul mio canale YouTube…

Quale, Chiara?

Il video intitolato “Come Creare un Sito Web: Guida Passo Passo da Zero”…

E dove lo trovo?

Te l’ho detto, Silvia. Sul mio canale YouTube, Chiara Scanavino – Linguista.

Chiara, ma se ora sono qui sul tuo sito web, perché dovrei uscire dal tuo sito per andare sul tuo canale YouTube!

Hai ragione, Silvia.

Ecco qui sotto il video di cui ti parlavo.

 

Ok, Chiara. Ora finalmente ragioniamo… Ma… quanto è lungo questo video?

Sono 45 minuti…

Chiara!! Ma io NON ho né voglia né tempo di stare 45 minuti sul tuo canale!!

Beh, allora sappi che in 45 minuti di video ho condensato ben 5 anni della mia vita. Mi pare che sia una cosa ragionevole, no?

Mah, onestamente non saprei…

Ah, beh… Se preferisci fare da sola e passare anche tu 5 anni della tua vita a studiare, fai pure. Poi però non venirmi a dire che non ti avevo avvisata del fatto che iscrivendoti al mio canale YouTube e seguendo i miei contenuti, avresti potuto risparmiare tempo e soldi…

Ma perché dovrei iscrivermi al tuo canale YouTube, Chiara?

Perché il tempo è prezioso. E il tempo è denaro…

Ecco, Chiara… Appunto… Il mio tempo è prezioso. E io non voglio perditempo… Ho già altri pensieri che mi tormentano…

Beh, Silvia… Mi dispiace molto.

Sappi però che se non cambi i tuoi pensieri, tu non attirerai mai la vita che vorresti.

Quindi, se continui a lamentarti che di tecnologia non ne capisci nulla, beh, allora la tua situazione non migliorerà mai… Non lo dico io… Te lo dice la fisica quantistica…

Si, ma io nelle cose ci vado con i piedi di piombo… Voglio rimanere centrata e non farmi trascinare troppo velocemente dagli altri…

Normale. Io comunque continuo a darti delle informazioni…

È il mio dovere.

Perché non mi descrivi i vantaggi e gli svantaggi dei metodi per creare un sito web che hai elencato qui sopra?

Potrei farlo, Silvia. Hai ragione.

Nella prima versione di questo articolo elencavo anche tutti i vantaggi e gli svantaggi di ciascuno dei metodi che ho elencato sopra.

Intendo dire…

  1. I vantaggi e gli svantaggi di creare un sito web con l’HTML e il PhP;
  2. i vantaggi e gli svantaggi di Wix, Joomla e Squarespace;
  3. i vantaggi e gli svantaggi dei servizi “all-inlcusive”;
  4. i vantaggi e gli svantaggi di Shopify;
  5. i vantaggi e gli svantaggi di WordPress.com.

E poi?

Poi ho deciso di toglierli. Mettevo troppa carne sul fuoco. Non va bene.

Quindi qui ti parlerò solamente di Siteground e WordPress.org.

Chiara, ma sei di parte!!

Lo siamo tutti… Nessuno escluso…

Chiara, ma se escludi nessuno…

Intendo dire che ogni persona su questa Terra ha delle idee e delle opinioni… Anche il signor Nessuno.

Quindi mi stai dicendo che Chiara Scanavino è una persona da bar?!

Vedila come vuoi… Qui in Germania la cultura del bar italiano è molto apprezzata…

Ma lasciamo stare per ora…

Occupiamoci invece dei vantaggi e degli svantaggi di SiteGround e WordPress.org.

Chiara, mi puoi dire perché abbini WordPress.org a Siteground?

Perché sono due servizi complementari.

Siteground è l’hosting, quindi il server su cui vai a caricare il tuo sito web. Mentre WordPress.org, così come tutti gli strumenti qui sopra menzionati è un Content Management System (CMS). È quindi una piattaforma che serve per gestire i contenuti del tuo sito web.

Ah, ok. Ma quali sono i vantaggi di WordPress.org e Siteground?

Se inizi un progetto web senza avere competenze informatiche potrebbe sembrarti che gli svantaggi siano superiori ai vantaggi. Mentre alla lunga, a mio parere è la scelta migliore.

Chiara, mi puoi spiegare meglio perché?

Perché WordPress.org è molto più flessibile di WordPress.com. E anche perché permette di avere tutto il tuo progetto meglio sotto controllo.

Chiara, ma quello lo dici tu…

Beh, ognuno ha la propria opinione. E come tutti anch’io ho la mia. Però aver realizzato questo sito con WordPress.org mi ha permesso di:

  1. imparare qualcosa di nuovo;
  2. capire meglio come funziona un sito web;
  3. imparare a risolvere i problemi tecnici;
  4. avere tutto il mio progetto meglio sotto controllo.

Quindi consiglio la soluzione Siteground + WordPress.org a tutti coloro che devono far partire un progetto professionale a lungo termine.

Come Creare un Sito Web da Zero: Conclusione della Panoramica Generale

Bene. Siamo giunti al termine di questa panoramica sulle possibilità che si hanno per creare un sito web. Cosa ne dite se facciamo un breve riassunto per verificare che cosa avete capito?

Chiara, ma non siamo a scuola…

Hai ragione, Silvia. Però sai… non posso farci nulla… Sono e resto un’insegnante. Anche se cambio lavoro…

Capisco, Chiara… Ma comunque…

Comunque cosa?

Comunque non è il caso di fare la bacchettona e di mettere i voti…

NON sono bacchettona. E per questo riassunto fatto insieme non c’è un voto.

Possiamo smetterla con le polemiche?

Uffa… “Che barba, che noia, che barba, che noia” (cit.)

NON siamo a Casa Vianello… 😀

E poi dai… che cosa costa…

Ok. Poi però andiamo avanti…

D’accordo, Silvia… Possiamo iniziare?

Dunque Chiara… Abbiamo detto che per creare un sito web ci sono varie possibilità.

Esatto.

Possiamo farlo da anteguerra, con codice HTML o PhP. E poi mi hai elencato diversi servizi per creare un sito web anche senza conoscenze informatiche…

Ottimo. Ne ricordi almeno uno, Silvia?

Mi hai parlato di Wix.

Si, va bene. Altri?

Mah, allora… In questo momento mi viene in mente solo Siteground e WordPress.org.

E perché ti viene in mente solo quello?

Mah, non lo so… Ho un vuoto di memoria! 😀

Va beh, lasciamo perdere… Sono già contenta che tu sia riuscita a seguirmi fin qui…

Chiara, mi dai della stupida?!

ASSOLUTAMENTE NO. Però sono temi che possono diventare molto tecnici e noiosi…

E io, quello che sto cercando di fare, è di rendere la lettura il più piacevole possibile.

Perché vedi… Le cose tecniche saranno anche noiose. Ma se approcciate col giusto spirito possono diventare anche molto divertenti.

Te lo dice una persona che si annoia a morte quando ha dei compiti molto ripetitivi sul lavoro.

Ah, beh, allora…

Ecco. Esatto.

Chiara, ma non ti rendi conto che stiamo andando fuori tema?

Hai ragione, Silvia.

Devi chiedere scusa al lettore. Se continui così, la gente se ne va e non tornerà mai più su questo sito…

Mi fanno solo un favore. Dico sul serio.

Ma perché dici così? Non vuoi che i tuoi contenuti vengano letti dalle persone giuste?

Ecco. Hai detto proprio bene. I miei contenuti devono essere letti dalle persone giuste. Non da chiunque. Perché io non posso stare simpatica a tutto il mondo… Non ti pare, Silvia?

Certo. Ma il titolo del paragrafo è “Come creare un sito web: conclusione della panoramica generale”. Quindi se permetti mi aspetto che questo paragrafo sia un riassunto di quanto detto in precedenza, no?

Esatto. E l’abbiamo fatto.

Ma dove?!

Scrolla verso l’alto per rileggere il paragrafo!

Possiamo andare avanti, Chiara?

Si. Ma prima dimmi perché io, Chiara Scanavino, dovrei chiedere scusa al lettore di questa guida…

Perché stai andando fuori tema. E perché hai detto che questa guida ha uno scopo formativo. Ma in questo paragrafo di formativo non c’è nulla…

Beh, si, su questo hai ragione, Silvia. Ma vedi… Me l’hai insegnato tu che il divertimento è importante…

Quindi questo paragrafo ha avuto lo scopo di intrattenere il lettore. Proprio per non rendere la mia lezione troppo accademica e frontale.

È un viziaccio una caratteristica della scuola italiana.

Perché? In Germania come è la didattica?

Decisamente diversa da quella italiana. Fanno molti più lavori di gruppo e ricerche scritte. Ma questo adesso non c’entra nulla con quello che stavamo dicendo…

Chiara, ma non mi puoi parlare della scuola tedesca?

Lo farò. Ma un’altra volta. E soprattutto non qui. Lo farò su https://cometrasferirsiingermania.com. Perché quello è lo spazio dedicato alla Germania. Mentre questo è quello dedicato al marketing e all’informatica. Sono stata abbastanza chiara?

Bene. Andiamo avanti. Parliamo di come creare un sito web con WordPress.org.

Come Creare un Sito Web da Zero con WordPress.org

come creare un sito web da zero

Perché scegliere WordPress.org?

Questa è una domanda a cui ho già risposto più sopra. Quindi scrolla verso l’alto, verso il paragrafo “Come Creare un Sito Web: Vantaggi e Svantaggi di Siteground e WordPress.org”.

Ok. Ma io non ho voglia di scrollare la pagina…

Beh, allora rimetto qui l’indice dei contenuti. Almeno non hai più scuse.

Tabella dei Contenuti

Grazie. Adesso finalmente ho una buona panoramica dei contenuti di questa guida.

Bene. Sono contenta.

Possiamo ora parlare di come creare un sito web con WordPress.com?

Si, certo. Nei prossimi paragrafi ti guiderò passo passo, Silvia.

Sei pronta?

Certo.

Bene. Allora continua a leggere. E prendi nota.

Ok. Agli ordini!

Come creare un sito web da zero in 7 passi

Il primo passo per creare un sito web è…

Avere le idee ben chiare sul progetto da realizzare.

Lo metto bene in risalto perché è davvero molto importante. È un po’ come voler guidare un aereo senza avere in mente la destinazione… È semplicemente impossibile.

Capisco. Ma come mai è così importante?

Beh, se l’esempio dell’aereo non ti basta…

Ma io voglio sapere a livello pratico che cosa mi cambia il fatto di avere le idee chiare sul progetto da realizzare…

Cambia tutto. Un po’ come il giorno e la notte. Perché vedi… Tutte le scelte che farai dipenderanno sempre e soltanto dalla tua idea.

In base alla tua idea dovrai:

  1. scegliere il nome del tuo sito web (dominio);
  2. scegliere il piano di hosting adatto per il numero di persone che verranno sul tuo sito;
  3. installare i plugin adatti a quello che vuoi realizzare;
  4. scrivere i testi delle landing pages;
  5. curare la grafica del tuo sito web;
  6. promuovere i contenuti del tuo sito.

E guarda, Silvia… Ci tengo a sottolineare che i contenuti del sito vanno promossi. Perché altrimenti non li legge nessuno. Non va bene.

Ma il traffico arriva da Google…

Si e no.

In che senso?

Nel senso che Google sarà un’aiuto. Ma non sarà il tuo sostituto. E se vuoi essere trovata su Google devi fare in modo che la gente ti conosca offline o sui social network.

Perché, Chiara?

Perché è una questione di relazione. Chi arriva direttamente sul tuo sito web è perché già ti conosce e si fida di te. E questa è una cosa ottima. Perché vuol dire che sarà più propenso a tornare da te in caso di bisogno: ha già l’indirizzo del tuo sito web salvato nei preferiti!

Capisco. E perché invece è importante farsi trovare sui social network?

Perché lì puoi raggiungere potenzialmente miliardi di persone con pochi click. E poi anche perché se Google vede che arriva del traffico dai social network, riconosce la tua pagina come interessante. E quindi salirai nella classifica di Google. Ma questo è un’altro discorso.

Ok. Allora… io le idee sul mio progetto le ho ben chiare. Che cosa devo fare?

Dipende. Cosa vuoi sapere?

Dipende da cosa?

Stiamo parlando della realizzazione tecnica di un sito web o del lato marketing?

Boh, dimmi tu, Chiara…

Beh, allora… Iniziamo a occuparci del lato tecnico. E poi ci occupiamo del marketing in un altro momento.

Ok.

Voglio però che sia ben chiara una cosa. Il lato marketing e il lato tecnico sono strettamente intrecciati e non possono essere separati.

Quindi non sarebbe più giusto occuparsi prima del lato marketing e poi del lato tecnico?

Si, esatto, Silvia.

E allora perché non facciamo così?

Perché chi cerca su Google “come creare un sito web” trova la descrizione tecnica di come creare un sito web. Danno tutti per scontato che ci sia già un piano di marketing…

Non mi credi? Guarda qui: https://bit.ly/come-creare-un-sito-web (ultima visualizzazione: 31.08.2022 h. 11:47).

Va bene. Ma andiamo con ordine… Perché non elenchiamo almeno i passi da compiere lato marketing?

Perché poi dovrei anche spiegare tutti i termini tecnici… Verrebbe fuori una cosa troppo lunga. E troppo caotica…

Chiara, ma ne sei sicura?

Beh, allora… La sicurezza al 100% non esiste. Ma lo scenario che ti ho descritto più sopra è molto probabile… Vedi… Ultimamente volevo scrivere una guida intitolata “KiBa-Saft: Come Trasferirsi in Germania senza Sapere il Tedesco”. Doveva venire fuori una guida da 45.000 parole, nella quale mi presentavo e rimettevo un po’ in ordine gli articoli che c’erano su questo blog.

Dovevano esserci 45.000 parole perché quello è lo stipendio di un’insegnante di ruolo nel Land in cui vivo, il Nordreno Vestfalia. E l’obiettivo era quello di guadagnare 45.000 EUR con le affiliazioni.

Ma? Che cosa è successo? Perché non la trovo?

Perché ho dovuto toglierla. Arrivata intorno alle 40.000 parole, WordPress ha iniziato a darmi problemi col server. Non riuscivo più a salvare gli articoli. È per questo che ho realizzato il sito cometrasferirsiingermania.com.

Ah, capisco. Però puoi sempre elencare i singoli passi. E poi scriverai degli articoli su ciascuno dei singoli passi elencati, che potrai anche linkare qui…

È detta in modo un po’ concorto. Ma ho capito cosa vuoi dire. E comunque sì, farò esattamente così.

Ok. Allora qual è il secondo passo da compiere per creare un sito web?

Il secondo passo, lato marketing, da compiere è: fare un’analisi di mercato.

Cioè?

Te lo spiego meglio un’altra volta.

Va bene, Chiara. Ma non lasciarmi sulle spine…

Un po’ di Fear of Missing Out ci vuole…

Chiara, stai parlando arabo…

Perdonami, Silvia… Volevo solo dire che devi sapere a chi rivolgere il tuo sito web. Altrimenti fai degli sforzi inutilmente. NON va bene.

E che cos’è la Fear of Missing Out? E cosa c’entra qui?

È la paura di perdersi qualcosa. Per esempio un offerta su Amazon…

Ok. Passiamo al terzo passo lato marketing…

Il terzo passo, lato marketing è: creare un’offerta irresistibile per il tuo pubblico.

Cioè?

Devi fare in modo che le persone vengano da te e acquistino. Quindi la tua offerta deve essere unica e deve essere fatta in modo che risolva un problema specifico per il tuo potenziale cliente. Se al cliente non è chiaro questo, nessuno verrà da te.

E come faccio a creare un’offerta irresistibile?

È una cosa che non si fa dall’oggi al domani e che necessita continui perfezionamenti. Ma questo è un discorso che affronteremo in altra sede. Comunque…

Comunque cosa?

Comunque deve essere chiaro al tuo cliente che l’offerta che tu andrai a proporgli è un qualcosa di unico, che non troverà da nessun’altra parte e che è in grado di risolvere il suo problema in tempi o con costi molto minori che non risolvendo il problema da solo.

È una cosa che voglio qui sottolineare. Perché se al tuo cliente non è chiaro che tu hai la soluzione perfetta per il tuo problema, nessuno verrà da te. Ma adesso andiamo avanti…

Ok. E come faccio a creare quest’offerta irresistibile?

Sulla base dei dati raccolti durante l’analisi di mercato. Ma ripeto: andiamo avanti…

Qual è il quarto passo da compiere lato marketing?

Il quarto passo da compiere – lato marketing – è: distruggere le credenze limitanti del tuo potenziale cliente.

Chiara, ma cosa c’entrano le credenze limitanti?

C’entrano eccome. Perché vedi… ogni persona ha dei pregiudizi. E il tuo compito è quello di combattere questi pregiudizi attraverso i tuoi contenuti.

Ma come faccio a sapere quali sono le credenze limitanti dei miei clienti?

Di questo te ne parlo in separata sede. In un altro articolo, intendo.

Ok. Quinto passo?

Il quinto passo da compiere – lato marketing – è: creare un avatar del tuo cliente.

Di cosa parlo? Te lo dico in un altro articolo. Andiamo avanti.

Il sesto passo da compiere – lato marketing – è: costruire un piano editoriale.

Cioè? Cioè devi creare dei contenuti adatti al tuo pubblico e nei quali parli anche della tua offerta. Ma anche questa è una cosa di cui parleremo più avanti su questo blog.

Il settimo passo da compiere – lato marketing – è: promuovere i tuoi contenuti.

Neanche Google ha la bacchetta magica. Quindi se vuoi far trovare i tuoi contenuti devi anche promuoverli. Innanzitutto li farai trovare in organico, senza spendere soldi in pubblicità. Poi, quando il tuo business sarà partito e sarà solido, potrai fare anche le ads. Ma questo è un altro discorso.

Veniamo ora al lato tecnico.

Bene, Silvia! Se sei qui è perché hai già letto e messo in pratica i passi descritti nel paragrafo precedente.

Sono contenta che tu mi abbia seguita finora. Perché per me è stato davvero un piacere portarti da zero ai blocchi di partenza della costruzione del tuo sito web.

Il tutto però non è ancora finito.

Uffa, Chiara… Cosa devo ancora fare?

Silvia… Abbiamo parlato solamente dello stadio primordiale del tuo progetto… Ora dobbiamo renderlo operativo!

SI, ma dove si inizia…?

Beh, allora… Dopo che hai svolto almeno i seguenti tre passi del lato marketing (analisi di mercato, creazione dell’offerta e piano editoriale), è arrivato il momento di iniziare a costruire il sito web.

Quindi innanzitutto… andiamo su Siteground e compriamo un piano di hosting.

Chiara, ma stai continuando a parlare arabo…

Se segui passo passo quello che ti dico, vedrai che sarà tutto più chiaro…

Lo spero…

Su, dai… Un po’ di autostima! Cosa ci vuole a fare un semplice click col mouse sul banner qui sotto?!

Si, va bene. A me non costa nulla fare un click qui sopra. Ma poi potrei anche pentirmene di quello che ho fatto…

Silvia, ma perché dovresti pentirtene?

Ma sai… non è il mio campo. E io non ci capisco nulla…

È proprio per questo motivo che siamo qui. Io ti faccio da guida. Ti basta?

Beh, sono contenta che tu mi sia vicina, Chiara. Ma sai… io non ne so proprio nulla. Non so nemmeno cosa c’è scritto sul banner che hai messo qui…

Siteground ti sta facendo un’offerta.

Sarebbe?

Se vai sul loro sito e acquisti un piano di hosting, hai diritto all’80% di sconto sul prezzo annuale. E in più hai il trasferimento del sito web gratis.

Trasferimento del sito web?!

Si, esatto. Quando compri un dominio di un sito web, hai due costi:

  1. una tariffa annuale per il nome del tuo sito web;
  2. una tariffa (che può essere anche pagata mensilmente) per l’hosting, cioè lo spazio su cui viene salvato il tuo sito web.

Spesso e volentieri si acquista la combinazione dominio + hosting. Ma le due cose possono essere anche scisse.

Quindi, in teoria, potresti avere un dominio acquistato su Siteground e un hosting acquistato da un suo concorrente. Oppure l’inverso.

Sono stata sufficientemente Chiara?

No. Ancora non mi è chiaro cosa sia e cosa c’entri il trasferimento del sito web…

È una cosa che si applica solamente a chi ha già un sito web da qualche parte… L’abbiamo detto più sopra che il fornitore dell’hosting può essere diverso da quello del dominio. Quindi, in sostanza, Siteground sta cercando di fare in modo che chi ha già un sito web decida di cambiare fornitore…

Ma perché dovrebbe farlo?

Per comodità, perché magari ha comprato da Siteground un dominio. Oppure perché costa meno…

Oggigiorno, creare un sito web ha un costo davvero irrisorio rispetto ad un tempo…

Dico sul serio. Non ho dati riguardo a quanto costasse in passato la connessione internet e lo spazio di hosting.

Ma è un dato di fatto che sempre più gente ha a disposizione una connessione ad internet veloce…

Chiara, ma mi citi dei dati?

Beh, allora guarda qui… https://www.istat.it/it/archivio/236920. Secondo questi dati ISTAT, in Italia nel 2019, il 76% della popolazione dispone di una connessione a internet. È un qualcosa che – nei primi anni 2000, quando io ero adolescente – non c’era…

Ma in Germania com’è la situazione?

Onestamente non te lo so dire. Ma lo cerco.

(dopo alcuni minuti)

Eccomi, Silvia. Ho appena cercato e ho trovato questa grafica qui sotto.

diffusione di internet in Germania tra il 2011 e il 2016
Diffusione di internet in Germania tra il 2011 e il 2016. Fonte: https://www.tagesschau.de/inland/internet-breitband-101.html (ultima visualizzazione: 01.09.2022 h. 10:38).

Quindi, come vedi, anche qui in Germania l’utilizzo di internet è aumentato e continuerà ad aumentare…

Chiara, ma a parte il fatto che i dati non sono più attualissimi… Che cosa c’entra poi con quello che stavamo dicendo?

Sul fatto che i dati siano un po’ vecchiotti ti dò ragione. Purtroppo non ho trovato nulla di più attuale.

Mentre sul cosa c’entra tutto ciò con quello che stavamo dicendo…

vedi… aumentando il numero di persone che hanno una connessione a internet veloce, aumenta anche il numero di persone che decidono di fare un sito web.

Ma adesso andiamo avanti…

Chiara, che cosa devo fare una volta che ho cliccato sul banner qui sotto?

Beh, allora… Una volta che hai cliccato sul banner qui sopra arrivi sulla pagina delle tariffe.

E quale devo scegliere?

Quello lo valuti tu in base soprattutto al numero di persone che pensi di far arrivare sul tuo sito web.

Prima però occorre spiegare una cosa, perché a prima vista può essere fuorviante…

Cioè?

Sulla pagina di Siteground ti trovi tre possibilità:

  1. Webhosting;
  2. WordPress-hosting;
  3. WooCommerce-hosting.

E quale sarebbe il problema?

Il problema è che sono offerte molto simili tra loro e potrebbe non essere molto chiara la differenza…

In che senso?

La differenza tra il Web Hosting e il WordPress / WooCommerce Hosting è davvero minima e consiste essenzialmente nel fatto che – nel Webhosting non hai gli aggiornamenti automatici di WordPress e altre sottigliezze simili.

Sarebbe?

Per esempio il WP-CLI, ovvero “un insieme di strumenti da linea di comando per la gestione delle installazioni WordPress. Potete aggiornare plugin, configurare installazioni multisito e molto altro, senza utilizzare un browser web.” (https://wp-cli.org/it – ultima visualizzazione: 01.09.2022 h. 11:16).

O ancora le Secure Shell (SSH), cioè la possibilità di fare il login ad un sito web tramite un link inviato via e-mail.

Chiara, ma quindi quale pagina dovrei scegliere?

Sostanzialmente è uguale. Se sei proprio a zero però ti conviene andare sulla pagina WordPress-Hosting. E poi da lì scegliere la tua tariffa. Talvolta potrebbe essere utile avere la funzione WP-CLI, di cui abbiamo parlato più sopra.

Ok, Chiara. Sono sulla pagina WordPress-Hosting. Quale tariffa devo scegliere per iniziare?

Dipende. Se non hai altri progetti in mente da realizzare, ti consiglio la tariffa Start Up, che attualmente (01.09.2022) costa soli 2,49 EUR al mese per un anno.

Capisco. E poi cosa devo fare?

Poi arrivi su questa pagina qui sotto:

Se hai già un tuo dominio e vuoi cambiare solamente l’hosting, scegli l’opzione “ho già un dominio”. Altrimenti scegli l’opzione “registra un nuovo dominio”.

E qual è la differenza?

Nel primo caso indichi solamente l’indirizzo del sito web a cui vuoi associare il piano di hosting.

Nel secondo caso, invece, devi indicare il nome del tuo nuovo sito web. E Siteground verifica la disponibilità del nome che hai scelto…

Il nome di un sito web, infatti, è quasi come il nome di una persona. Quindi deve essere unico e irripetibile. Altrimenti possono esserci fraintendimenti…

Capisco. E poi cosa devo fare per avere il mio sito web?

Clicchi sul pulsante “continua” e arrivi alla pagina di riepilogo e di conferma di pagamento.

Quindi devi fornire tutti i dati personali per poter aprire il tuo sito web.

Sarebbe?

  1. E-Mail e password per fare l’account;
  2. i dati per la ricevuta (nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, eventuale numero di partita IVA);
  3. codice fiscale (se stai comprando un dominio con estensione .it);
  4. metodo di pagamento (PayPal o carta di credito);
  5. periodo per cui paghi l’hosting (puoi pagare in anticipo l’hosting fino a 36 mesi);
  6. servizi extra (il dominio ne è un esempio).

Ah, capisco. Mi sembra tutto chiaro. Ma poi, una volta che ho acquistato il dominio e l’hosting su Siteground?

Continua a leggermi che te lo spiego nei prossimi paragrafi.

Abilitare il certificato SSL / TLS

Bene, allora, Silvia… Nel precedente paragrafo abbiamo visto come acquistare il dominio e l’hosting su Siteground. Ora è il momento di abilitare il certificato SSL e di passare all’installazione di WordPress. Sei pronta?

Prontissima! Ma che cos’è il certificato SSL e perché è importante?

Continua a leggermi e lo scoprirai. Ma ora andiamo per ordine…

Chiara, che cosa devo fare? Dunque… quando l’acquisto dell’hosting di Siteground è andato in porto, riceverai un’e-mail di conferma. E quindi dovrai fare il login nel tuo account di Siteground, dove troverai una pagina come quella che puoi vedere qui sotto.

area privata di Siteground
Area privata di Siteground.

A questo punto vai nella sezione “siti web” (nella foto qui sopra Websites), dove trovi il dominio che hai appena acquistato.

Ok. E poi?

Seguimi anche in base alle immagini qui sotto.

Vai nella sezione SSL e abilita il certificato SSL per il tuo nuovo sito.

Chiara, ma che cos’è sta cosa? E perché dovrei abilitarlo?

Beh, allora… SSL è l’abbreviazione di Secure Socket Layer. In alcuni casi viene anche chiamato TLS (Transport Layer Security).

Chiara, ma se fai così non ti capisce nessuno…

Eh, guarda… mi spiace che siano cose da specialisti… Ma sai, sono quelle cose che vediamo ogni santo giorno e a cui nessuno ci fa più caso…

??

Silvia, non mi dire che non ti sei mai accorta che ormai quasi tutti i siti web hanno un lucchetto prima dell’indirizzo!!

Parlo di questo simbolo qui:

secure socket layer
Secure Socket Layer Let's Encrypt.

Ma perché dovrei abilitarlo?

Beh, allora… Una volta il certificato SSL veniva utilizzato soltanto su quei siti, come l’online banking, dove la protezione dei dati personali era di fondamentale importanza.

Oggi è diventata una cosa talmente comune che lo usano tutti coloro che hanno un business serio…

Per via del GDPR, se non fai attenzione a come tratti i dati dei tuoi utenti e clienti, rischi delle grosse multe.

Ma la privacy degli utenti e dei potenziali clienti non è l’unico motivo per cui oggigiorno il certificato SSL è diventato così comune sui siti web…

Perché vedi… pare che l’utilizzo del certificato SSL abbia degli indubbi vantaggi sul posizionamento del sito web su Google.

Dico “pare” perché nessuno (al di fuori di chi lavora in Google) saprà mai come funziona l’algoritmo del più importante motore di ricerca nel mondo occidentale.

Ma questo è un altro discorso, di cui parleremo ancora. Adesso andiamo avanti.

Dicevamo, Silvia… Vai nella sezione SSL, dove troverai tre opzioni, che puoi vedere nella foto qui sotto.

E quale opzione devo scegliere, Chiara?

Scegli la seconda “Let’s Encrypt Wildcard SSL”. Almeno sei protetta meglio…

Perché?

Perché se in futuro dovessi creare dei sottodomini al tuo sito, anche quelli saranno protetti dallo stesso certificato SSL.

Sottodomini?!

Si. È una cosa di cui ti parlerò un’altra volta. Per ora prendi per buono questo esempio.

https://www.chiarascanavino.it è un dominio.

Mentre invece https://www.corsi.chiarascanavino.it è un sottodominio.

Ma adesso andiamo avanti.

Va bene. Fatto. Poi?

Continua a leggermi. Prima però mi farebbe piacere sapere se sono stata abbastanza chiara. Sono argomenti abbastanza tecnici…

Chiara, ma cosa vuoi?

Voglio solo che tu vada nei commenti in fondo alla pagina e mi dica se ci sono delle domande… Per me è importante saperlo…

Chiara, ma perché è così importante sapere se ho delle domande?

Innanzitutto perché se sto parlando arabo, la prossima volta cercherò di semplificare ulteriormente il testo. E poi perché in base alle tue domande scrivo anche gli articoli di questo blog.

Ma adesso andiamo avanti. E bando alle ciance.

Installare WordPress

Dunque… Chi ha voglia di fare un breve riassunto di quanto abbiamo detto finora?

Dopo alcuni minuti…

Nessuno?!

Silvia? Dario? Giulia? Daniele?! Perché non risponde nessuno?! Sono proprio una pessima insegnante… No comment.

Va beh, dai, Marta… hai voglia di fare tu un breve riassunto di quanto abbiamo detto finora?

Ok. Poi però basta… Non siamo a scuola…

Hai ragione, Marta… Ma spero che qualcuno non si annoi… Il divertimento è importante per rendere l’apprendimento più efficace. Ma comunque no comment. Lo dicevo anche prima.

Chiara?! Non volevi il riassunto di quanto abbiamo detto nei paragrafi precedenti?

Si, hai ragione, Marta. Vuoi iniziare?

Ok. Allora… Abbiamo visto come acquistare un dominio e un piano di hosting su Siteground. E poi abbiamo visto come attivare il certificato SSL sul sito. Ora volevi parlarci di come installare WordPress.org…

Bravissima, Marta. Uno.

Come sarebbe a dire “Uno”?

Questo è il tuo voto! Uno!

Ma sono così una catastrofe?! E tu sei proprio senza pietà!

Qui c’è un problema di comprensione… Perché vedi, Marta… Qui in Germania uno è il voto più alto che uno studente possa ricevere…

Ma io sono in Italia, Chiara…

E tu lo sai che io sono in Germania, Marta… Così come sai benissimo che la mamma mi chiamava poliziotta tedesca. Ma lasciamo perdere… E veniamo all’installazione di WordPress.org.

Ecco. È decisamente meglio.

Bene. Allora seguimi…

Ok. Cosa devo fare?

Vai nella sezione “Websites” all’interno dell’account di Siteground.

Intendo qui:

Poi clicca sul pulsante Site Tools. Ti si aprirà questa schermata qui sotto.

La schermata "Site Tools" di Siteground.

Poi clicchi su “Install & Manage WordPress”. E il gioco è fatto. Semplice, no?

Si, si… Fin qui tutto ok. Ma cosa succede se clicco su “Install & Manage WordPress”?

Ti si apre questa schermata qui sotto:

E poi cosa devo fare?

In base a quello che è il tuo progetto, clicchi sul pulsante adeguato.

Ovvero… Se hai in mente di aprire un e-commerce, cliccherai su WordPress + WooCommerce. Altrimenti selezionerai solo WordPress.

Chiara, ma che cos’è WooCommerce? Me ne parlavi anche più sopra…

Una cosa alla volta, Silvia…

Comunque è un plugin di WordPress che serve per creare un negozio online sul tuo sito. È un’alternativa a Shopify (se non ti ricordi che cos’è Shopify, scrolla verso l’alto).

Ad ogni modo… andiamo avanti…

Bene. Allora, Chiara. Io ho intenzione di aprire un blog come il tuo. Quindi cliccherò su WordPress. E poi?

E poi guarda la foto qui sotto:

E cosa devo fare?

Se vuoi, puoi cambiare la lingua dell’impostazione. Di default è inserito l’inglese americano. Ma questa è una cosa che non è di fondamentale importanza fare subito. Perché puoi sempre decidere di cambiarla in seguito.

Quello che è assolutamente importante fare, invece, è compilare la sezione “Admin Info”. Perché quelli sono i dati che ti serviranno per entrare nel backend del tuo sito…

Ok. Ma che cos’è il back-end?

Il contrario di front-end…

E sarebbe?

Questo qui sotto è il front-end di un sito web:

Front-end del sito https://www.chiarascanavino.it

Mentre questo è il back-end di un sito web.

come creare un sito web da zero
Foto di 200 Degrees da Pixabay.

Ok. Ma anche in WordPress è così?

A livello di codice si. Ma tu non vedrai il codice…

??

Vedrai questa schermata qui sotto:

Ah, ok. Mi hai fatto prendere un colpo… Non ci capivo nulla…

Eh, guarda, Silvia… All’inizio anche io non ci capivo nulla del codice HTML o dei CSS. Poi però pian, piano, le cose sono cambiate…

Chiara… mi stai mandando in pallone!!

Mi spiace molto, Silvia… Anche perchè qui il calcio non c’entra proprio nulla…

Mannaggia… E io che ne avevo proprio bisogno del calcio!!

Va beh, dai…

Chiara, ma io sto scherzando… E poi devo comunque fare esperienza per quanto riguarda la creazione del mio sito web…

Beh, guarda… Onestamente detto non sei l’unica… Nella vita c’è tanto da imparare… E io sono la prima che studia tanto…

Ma ora lasciamo stare. Altrimenti non finiamo più…

Chiara, ma non hai ancora finito?

No…

Ora hai solo installato WordPress.org.

E cosa devo ancora fare?

Devi…

Impostare WordPress.org

Chiara, ma sei ancora qui?!

Si, certo. Perché, Silvia?!

Ma non hai ancora finito di spiegare come creare un sito web?

No. Abbiamo solo visto:

  1. come acquistare un dominio e un piano di hosting su Siteground;
  2. come attivare il certificato SSL sul tuo nuovo dominio;
  3. come installare WordPress.org.

“Solo”, vorrai dire, Chiara… Non mi sembra poco…

Lo so che non è poco… Ma sai… online la gente dà tutto per scontato…

No, Chiara… Sei tu che aiuti troppo la gente…

Sarà… A casa mia mi hanno insegnato che è giusto dare prima di ricevere…

E quindi?

Quindi metto in mostra quello che sono le mie competenze informatiche…

Chiara, ma tu non devi dimostrare niente a nessuno!

Ma io ho bisogno di vivere…

Voglio fare affiliate marketing. Ma al giorno d’oggi non ci guadagni più nulla, con degli articoli troppo brevi…

Devi scrivere dei libri…

Chiara, ma nessuno ti ha chiesto di scrivere un libro! Sugli schermi piatti nessuno ha voglia di leggerli…

Ne sei proprio sicura? Gli ebook…

Ma lasciamo perdere… Spieghiamo come impostare WordPress.org, che è meglio…

Bene.

Allora accedi al back-end di WordPress.org. Al termine dell’installazione dovrebbe esserti arrivata un’e-mail.

Clicca su quel link che trovi all’interno dell’e-mail. E poi fai il login con i dati inseriti nel momento in cui dall’account di Siteground hai installato WordPress.

Ti troverai una schermata così:

Sia chiaro. Quando installi WordPress da zero, la grafica è leggermente diversa da quella che vedi… Perché i plugin non sono ancora impostati. E quindi tante voci che vedi nella barra laterale non sono attive.

Lo dico solamente per correttezza. Ho fatto lo screenshot del backend di questo sito che stai leggendo…

Chiara!! Ma sei pazza?! Così aiuti anche gli hacker!!

Online è tutto tracciabile. E tramite degli appositi siti è possibile sapere tutto di un sito web. Quindi tanto vale…

Ma così potrebbero copiarti!

Se lo fanno sono contenta… Significa che ho fatto bene il mio lavoro…

Stai partendo per la tangente!!

Perché?

Perché lo sai anche tu che le verifiche non si copiano… Sei un’insegnante, no?

Si. E allora? E comunque anche per copiare ci vuole intelligenza…

Ma lasciamo stare… È una cosa che non ne vale la pena.

Ok. Ma non volevamo parlare di come impostare WordPress.org?

Si, esatto.

Quindi basta con tutte queste riflessioni che non c’entrano nulla. E andiamo avanti col nostro discorso…

Benissimo. Allora… Una volta che sei entrata nel back-end di WordPress.org, la prima cosa che devi fare è andare nella sezione “Impostazioni”. E da qui iniziamo a impostare WordPress.

Chiara… Ci sono diverse voci sotto “impostazioni”.

Continua a leggere che le vediamo tutte. Una alla volta.

Iniziamo da “Generali”.

Bene. Lì imposta il formato della data e dell’ora. E imposta anche quando inizia la settimana…

Sembreranno cose stupide e banali. Ma è importante farlo. Perché in base a quelle impostazioni dipendono anche gli aggiornamenti di WordPress.

Clicca ora su “scrittura”. È la seconda voce del menù “impostazioni”.

Chiara, ma a cosa mi serve questa voce?

Questa voce la imposti solo se vuoi e per comodità. Perché vedi… Su WordPress puoi anche dire “scrivo un articolo e poi lo invio per e-mail al mio sito per farlo pubblicare”.

Ma funziona?

Io ci ho provato. E onestamente non ha funzionato.

Pensavo di aver sbagliato qualcosa nelle impostazioni. È una cosa che può succedere a chiunque.

Poi ho fatto un po’ di ricerche su Google e ho visto che anche altri hanno riscontrato lo stesso problema.

Quindi ho personalmente lasciato perdere perché intanto per me non era una funzione di fondamentale importanza.

Ah, ok. Ma cosa devo fare per impostarla?

Devi configurare l’indirizzo e-mail da cui devono arrivare gli articoli. Metti il server, la porta di accesso del server e-mail, il nome per l’accesso al server (= l’indirizzo e-mail prescelto) e la password. E poi salvi il tutto.

E cosa dovrebbe succedere, se tutto funzionasse?

Ogni volta che invii un’email al tuo sito web, WordPress dovrebbe pubblicare in automatico l’articolo inviato.

Comodo no?

Si, sarebbe molto comodo. Ma sai… talvolta la troppa automazione è uno svantaggio. Se automatizzi troppo, poi rischi di perdere una marea di tempo a correggere errori su errori.

È per questo che alla fine ho deciso di lasciar perdere la pubblicazione degli articoli del mio blog tramite e-mail. Non ne vale la pena…

Ma ora andiamo avanti…

Chiara, ma sotto la voce “scrittura” vedo anche una casella con “categoria”. Che cos’è? E cosa devo fare?

Beh, allora… Le categorie sono dei contenitori per raggruppare gli articoli di WordPress riguardanti un certo argomento.

Per esempio… Se decidi di fare un blog di cucina e hai delle ricette internazionali, puoi decidere di inserire le seguenti categorie:

“Antipasti”

“Primi”

“Secondi”

“Dolci”

“Germania”

“Italia”

“Svezia”

E all’interno di queste categorie puoi decidere anche la relazione tra le varie categorie.

Puoi quindi decidere che la categoria “Germania” o “Italia” sia la cosiddetta “categoria genitore”. Mentre invece “antipasti”, “primi”, “secondi”, “dolci” sono le categorie subordinate.

È abbastanza chiaro?

Mah, più o meno…

Eh, lo so… Non è una cosa facile dire quali categorie e tag attribuire ad un articolo su WordPress. Molto dipende anche da scelte strategiche…

Tag?

Si, sono delle etichette che ti permettono di classificare ulteriormente gli articoli che pubblichi sul tuo sito.

Ma adesso non addentriamoci troppo nei dettagli, che se no siamo ancora qui l’anno prossimo…

Va bene, Chiara. Ma mi fai una buona guida su WordPress?

Ok. Non c’è problema. Sarà fatto. Me la sono segnata, almeno non me lo dimentico.

In realtà già questa è una grande guida di WordPress. Questa pagina sarà indicizzata da Google anche per questa voce: WordPress. Ma…

Dicevamo… Nelle impostazioni di scrittura c’è anche la voce “categoria”. Cosa devo fare?

Nulla. Lascia quello che è preimpostato che va bene. Puoi sempre cambiare le categorie manualmente.

Andiamo avanti. Passiamo alla voce “Lettura”.

Dove sei, Chiara?

Guarda la foto qui sotto.

Ok. Ci sono. Cosa devo fare?

Qui la cosa che è assolutamente importante controllare è che NON ci sia la spunta nella voce “scoraggia i motori di ricerca dall’effetturare l’indicizzazione di questo sito”. Perché dò per scontato che tu non faccia il tuo sito per te stessə. Quindi se vuoi che la gente ti trovi su Google devi anche fare in modo che Google indicizzi il suo sito.

Altro?

A seconda di quello che è il tuo progetto decidi quale deve essere l’home page…

Ma se io voglio aprire un blog?

In quel caso lasci impostata la voce “la tua homepage mostra gli ultimi articoli”. Altrimenti, se hai in mente di fare un sito web con all’interno un blog (come questo sito che stai leggendo), scegli la voce “una pagina statica”.

Quindi indicherai qual è la tua nuova homepage e qual è la pagina degli articoli del blog.

È chiaro?

Si, tutto ok. C’è altro da impostare?

Qui tutto bene.

Possiamo andare avanti?

Benissimo.

Vai allora sulla voce “discussione”. E metti una spunta alle voci “inviami un’email ogni volta che qualcuno inserisce un commento” e “inviami un’e-mail ogni volta che un commento viene messo in moderazione”.

Ok. Ma perché è importante farlo?

Per evitare di trovare tanta spam sul proprio sito. NON va bene. Ma per ora lasciamo stare. Ne parleremo un’altra volta.

E ora cosa devo fare?

Vai su “impostazioni permalink”.

Chiara, ma che cos’è un permalink?!

Silvia, per favore… Non fare così altrimenti siamo qui ancora tra 5 anni…

Chiara, ma io ti ho solo fatto una domanda!!

Si, ma è una cosa che adesso non c’entra nulla… Non mettiamo troppa carne sul fuoco, per favore…

Va beh, dai… è l’ultima parte dell’indirizzo di un sito web. Serve per identificare una pagina all’interno di un sito web.

Ok. Quale opzione devo scegliere?

La penultima. Poi clicca su “Salva”.

Fatto.

Ottimo. Allora vai su “Privacy” e imposta la pagina che contiene la privacy policy.

Ci sono. Abbiamo finito?

Per quanto riguarda le impostazioni tecniche sì. Ma per creare un sito web devi ancora…

  1. installare il tema del sito;
  2. installare i plugin del sito;
  3. creare le pagine del sito;
  4. scrivere gli articoli del blog;
  5. mettere a norma di GDPR il sito;
  6. pubblicizzare il sito.

Installare il tema del sito

Chiara, ma che cos’è il tema del sito?

È il layout grafico del sito… Questo solo se vogliamo semplificare molto le cose. Perché secondo quanto detto da WordPress stesso

Un tema per WordPress è un gruppo di file che, insieme, producono un’interfaccia grafica con un design sottostante uguale in tutto il blog.

Fonte: https://codex.wordpress.org/it:Utilizzare_i_Temi Ultima visualizzazione 02.09.2022 h. 14:01.

Ma perché allora non lo chiami “layout”?

Perché “tema” è il nome che WordPress dà ai suoi layout.

Ah, capisco. Ma quale tema devo scegliere?

Quello lo scegli tu, in base alle tue esigenze e alle tue preferenze… Ci sono temi gratuiti e temi a pagamento.

Capito. E come faccio a scegliere il tema?

Nel back-end del tuo sito, clicchi sulla voce “aspetto”. E poi clicchi su “temi”.

A questo punto, sulla schermata, trovi diversi layout. Per cambiare il tema, semplicemente clicchi su uno dei layout disponibili e fai click su “attiva”. A quel punto il tema del tuo sito web è cambiato.

Chiara, ma quali temi ci sono su WordPress?

Per i suoi temi, WordPress ha una sua sua directory, la WordPress Theme Directory.

Qui trovi sia i temi gratuiti sia quelli a pagamento…

Ah, ok. E tu cosa mi consigli di installare?

Personalmente ti consiglio o il tema Hello! oppure Generate Press.

Sono tra i più comuni…

Chiara, ma non hai detto più sopra che il mio sito deve essere riconoscibile?

Si, ma lo puoi essere comunque… Sono modificabili a piacimento…

E come?

Tra le impostazioni… Puoi personalizzare ogni singolo elemento del tuo sito web.

Puoi modificare l’header del sito, cioè la parte alta dove si trova il menù.

E puoi modificare anche il footer. Intendo dire la parte finale del sito web.

Ma non lo posso fare anche con gli altri temi?

Ni. Perché nei temi gratuiti ci sono alcune impostazioni che non possono essere modificate. Per questo ci sono le versioni a pagamento.

Quindi mi stai dicendo che con un tema a pagamento il mio sito avrà un aspetto più professionale. Giusto?

Si, esatto.

Ah, ok. Allora farò così.

Benissimo. Andiamo avanti. Parliamo ora di come…

Installare i plugin

Chiara, ma ancora?!

E certo! Mica il tuo sito è pronto, Silvia!

Va bene, Chiara. Ma una volta che ho acquistato il dominio e l’hosting, installato e impostato WordPress e scelto il tema, il mio sito è pronto per essere lanciato!

Mah, onestamente non ne sarei così sicura…

Chiara, su… non fare la perfettina…

Eh, guarda… che ci vuoi fare… Quando inizi a studiare tedesco, poi inizi a ragionare alla tedesca!

Ancora col tedesco?! Non avevamo detto nell’articolo Chi è Chiara Scanavino? che su questo sito è bando al tedesco e alla lingua tedesca?!

Non posso farci nulla. È più forte di me. Io sono ancora in Germania. E non posso negare di essere un’insegnante di tedesco con la passione del marketing…

Ma tu che titoli hai?

Ho fatto il liceo della Comunicazione.

Ho una laurea di tedesco presso l’Università di Torino.

E ho una laurea in marketing presso l’università della vita. 😀

Ma questo non c’entra più nulla con questa guida.

È il momento perfetto per rimandare gli interessati al tedesco e alla lingua tedesca al sito https://cometrasferirsiingermania.com, no?

Silvia… lasciamo perdere… parliamo di che cosa sono i plugin e di come installarli sul tuo sito…

Chiara, ma dobbiamo proprio?!

No, questo è un paragrafo facoltativo.

E allora perché non lo salti?!

Perché tra chi arriverà su questo sito ci sarà anche chi è interessato ai plugin.

Ma chi è interessato ai plugin non ha bisogno che tu gli spieghi che cosa sono…

Hai ragione, Silvia. Ma ci sarà anche qualcuno che leggerà questo articolo da cima a fondo. E ha bisogno di capire di che cosa stiamo parlando…

Non devi menare il can per l’aia…

Ancora una volta hai ragione. Per questo motivo qui di seguito dò solo una breve definizione di che cos’è un plugin. Poi scriverò una guida in cui ne parlerò in modo più approfondito. Ok?

Ok. Vai avanti…

Ti cito Wikipedia.org:

Il plugin in campo informatico è un programma non autonomo che interagisce con un altro programma per ampliarne o estenderne le funzionalità originarie (ad es. un plugin per un software di grafica permette l’utilizzo di nuove funzioni non presenti nel software principale): possono essere utilizzati non solo su software, ma anche su qualunque cosa che possa essere visitata da chiunque, quindi pubblica (ad es. i videogiochi online).

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Plugin_(informatica).

Bene. Ora che abbiamo visto che cosa sono i plugin, mi puoi dire perché dovrei installarli e come devo installarli?

Dunque… Sul perché dovresti installarli non posso dire molto… È una decisione che dipende esclusivamente dal progetto che vuoi portare avanti…

Per esempio… se vuoi aprire un e-commerce fatto con WordPress, dovrai installare il plugin WooCommerce. Mentre se vuoi solo un blog, ti basta inserire dei plugin per la cache e per l’ottimizzazione dei motori di ricerca.

Ma sono gratuiti o sono a pagamento?

Dipende…

Come per i temi, ci sono plugin gratuiti e plugin a pagamento.

E poi spesso e volentieri i plugin gratuiti hanno delle funzionalità che sono disponibili solamente a pagamento.

E come faccio a scegliere i plugin da installare?

Li scegli in base alle tue necessità.

Ma anche e soprattutto in base alla loro attualità.

Il repertorio di plugin di WordPress è infatti molto vasto. E quindi ci sono tanti plugin creati anni e anni fa che nessuno più usa.

E dove sta il problema?

Il problema è che se nessuno più usa un plugin, quel plugin non è più aggiornato. Quindi potrebbe NON essere compatibile con la tua versione di WordPress e causare dei problemi al tuo sito.

È una cosa che ti fa perdere clienti e visitatori.

Ah, ok. Ma dimmi… quanti plugin devo installare sul mio sito?

Il meno possibile. Sono delle linee di codice che possono appesantire il tuo sito. E siccome possono anche contenere dei bug, possono pure causare problemi di visualizzazione del sito.

E come li installo i plugin?

Ci sono tre modi.

  1. Vai nel back-end del tuo sito e scegli la voce “plugin”. Ti si aprirà la schermata “plugin installati”, dove troverai tutti i plugin installati sul tuo sito (se è un’installazione nuova di WordPress non troverai nulla). Clicca quindi sul pulsante “aggiungi nuovo” che trovi in alto, a fianco della parola “Plugin”. E poi – nella barra di ricerca – cerchi i nomi o la funzionalità dei plugin che ti servono.
  2. Dal backend del tuo sito WordPress, scegli la voce “plugin” e “aggiungi nuovo”. A fianco del titolo “aggiungi plugin” troverai un pulsante con scritto “carica nuovo”. Qui puoi caricare il file zip del plugin prescelto, che hai scaricato precedentemente sul tuo computer. Questo secondo metodo è utile soprattutto per i plugin a pagamento, che molto spesso non sono presenti nella libreria dei plugin di WordPress.
  3. Entra nell’account di Siteground. All’interno della sezione “Site Tools”, scegli la voce “Site” > “File Manager” > “public_html”> “wp_content” > “plugins”.

Chiara, ma qual è la differenza tra la seconda e la terza opzione?

Beh, allora… La differenza è sostanziale. Perché nel primo caso sei nel back-end di WordPress. Mentre nel secondo ti trovi dentro Siteground.

Ma questa non è l’unica differenza.

Perché vedi… quando scarichi un plugin da un sito, ti troverai sul tuo pc un file .zip.

Se decidi di caricare un plugin tramite la seconda opzione, il file .zip deve rimanere tale. Mentre se invece lo carichi tramite File Transfer Protocol dovrai prima szippare il file e poi caricarlo sul sito.

Ah, capisco. Ma perché dovrei voler caricare un plugin tramite File Transfer Protocol?

Io te l’ho presentata più che altro per completezza dell’informazione. Perché mi rendo conto che i casi in cui utilizzarla sono piuttosto rari. È un qualcosa che va bene se non hai accesso al back-end di WordPress.

(È una cosa che può succedere, soprattutto se c’è un’incompatibilità tra plugin).

Ah, ok. Grazie mille per avermi presentato questa opzione! Ma ora abbiamo finito?

Beh, allora… La parte sui plugin è senz’altro conclusa. Ma il tuo sito non è ancora pronto.

Perché vedi… Devi ancora:

  1. creare le pagine;
  2. creare gli articoli;
  3. mettere a norma di GDPR il tuo sito.

E ci tengo a precisare che mettere a norma di GDPR il sito non è un optional. Perché il non adattarsi può causare multe salate.

Ok, Chiara. E come faccio a creare le pagine?

Te lo spiego nel prossimo paragrafo. Continua a leggere.

Creare le pagine del sito web

Dunque… Ora che abbiamo visto come acquistare il dominio su Siteground, installare e impostare WordPress, abbiamo scelto il tema e impostato i plugin, è arrivato il momento di passare a creare le pagine del tuo sito web.

Chiara, ma qual è la differenza tra una pagina e un articolo?

La pagina è un elemento web statico. Mentre l’articolo è un elemento web dinamico.

Cioè?

Cioè WordPress si aspetta che una pagina venga modificata una tantum. Mentre un articolo può essere modificato ad intervalli regolari.

E io cosa devo creare?

Entrambi.

Occorre che tu crei almeno una pagina in cui ti presenti e una in cui presenti i tuoi servizi (se offri per esempio delle consulenze ad alto prezzo).

Tutto però dipende tanto da quello che è il tuo piano di business.

E come si crea una pagina su WordPress?

Dal back-end di WordPress, scegli la voce “pagine” e poi “aggiungi pagine”. Ti si aprirà una schermata in cui puoi inserire il titolo della pagina e poi iniziare a scrivere il contenuto della pagina stessa.

Quando è pronta, semplicemente clicchi su “pubblica” e il gioco è fatto.

Ah, ok. Ma che banalità!

Si, al giorno d’oggi creare un sito web può essere davvero banale. Meno banale, invece, è viverci bene. Perché se è fatto male o se non conosci la nicchia, non ci guadagni nulla. Ma questo è un altro discorso.

E come si creano invece gli articoli?

Te lo spiego nel prossimo paragrafo.

Creare gli articoli su WordPress

Chiara Scanavino ai tempi del liceo

Chiara, nei precedenti paragrafi mi parlavi degli articoli di WordPress. Possiamo approfondire il tema?

Certo. Cosa vuoi sapere, Silvia?

Beh, allora… Innanzitutto cosa sono?

L’ho spiegato nel precedente paragrafo. Ma visto che non sei stata attenta lo ripeto…

Sono dei contenuti dinamici.

Su una pagina, come abbiamo visto, ti presenti e/o presenti i tuoi servizi. E metti anche la privacy e cookie policy e la sigla editoriale.

In un articolo, invece, rispondi alle domande dei tuoi clienti / lettori.

In questo articolo, per esempio, sto finendo di rispondere alla domanda “come creare un sito web”.

Ok. Ma quali sono le differenze con le pagine?

Gli articoli possono essere classificati tramite le categorie e i tag. Mentre le pagine no.

Chiara, ma che cosa sono le categorie? E i tag?

L’ho spiegato più sopra. Scrolla verso l’alto per rileggere…

Ok. Altre differenze?

Ad un post puoi aggiungere anche un’immagine in evidenza e un riassunto manuale. Mentre queste funzionalità non sono presenti per le pagine.

E a cosa mi serve inserire un’immagine in evidenza e il riassunto manuale?

Servono per la grafica dell’articolo… Perché gli articoli appariranno nella pagina “articoli” del tuo blog. E anche l’occhio vuole la sua parte…

Quindi devo far incuriosire il potenziale lettore. Esatto?

Si, proprio così.

Ultima domanda… Come faccio a creare un articolo?

Nel back-end di WordPress, vai nella sezione “articoli” > “aggiungi nuovo”. E – come per le pagine – ti si aprirà una schermata dove devi inserire il titolo e il contenuto del tuo articolo.

Ultimissima domanda…

Silvia, ma quella di prima non era già l’ultima domanda?

Ehm, no, mi è venuta in mente all’ultimo momento…

Dimmi…

Prima parlavi dei tag e delle categorie… Come faccio a crearli e a sceglierli?

Per quanto riguarda la creazione delle categorie e dei tag, hai due possibilità:

  1. In ogni articolo trovi una barra laterale. Qui – tra le varie opzioni (es. immagine in evidenza e riassunto manuale) trovi anche la sezione “categoria” e “tag”. Per inserire la categoria, basta che tu scelga la voce “categoria” e inizi a scrivere la categoria a cui deve appartenere l’articolo che stai scrivendo / modificando. Se hai già creato delle categorie precedentemente e vuoi riutilizzarle, queste categorie già create saranno ripresentate. E quindi basta che tu selezioni quella che più si addice all’articolo. Stesso e identico discorso vale anche per i tag.
  2. Dal back-end di WordPress, scegli la voce “articoli” > “categorie” per creare una nuova categoria. Se invece vuoi creare un tag, dal back-end di WordPress, scegli la voce “articoli” > “tag”.

E quale opzione mi consigli di utilizzare?

Per quanto riguarda le categorie, personalmente preferisco crearle con la seconda maniera, prima di scrivere un articolo. Per quanto riguarda i tag, invece, preferisco scriverli di getto prima di pubblicare un articolo.

Si, ma in base a che criteri scelgo la categoria e i tag?

Io sono linguista e sono abituata a ragionare con gli iperonimi e gli iponimi…

Cioe?!

Le categorie sono per me un qualcosa di molto generico. Per questo, per quanto riguarda questo sito, ho creato la categoria “informatica” e “marketing”. Ma poi ho anche creato il tag “digital marketing”.

E quante categorie / tag devo inserire?

Vale la stessa regola che abbiamo detto per i plugin: il meno possibile. Perché altrimenti c’è il problema dei contenuti duplicati. È una cosa che non va bene.

Mamma mia che roba… faccio proprio fatica…

Eh, lo so… Anche a me ogni tanto vengono dei dubbi su cosa inserire come categoria e tag. Alla fine lascio decidere al mio Bauchgefühl… Intendo dire che li metto un po’ di pancia… Talvolta aiuta anche quello…

Capisco. Abbiamo finito ora?

Si, ci siamo quasi. Dobbiamo solo più…

rendere il sito a norma di GDPR

Chiara, come faccio a mettere il sito a norma di GDPR?

Beh, allora… Non sto qui a spiegarti che cos’è il GDPR perché ormai fa parte della vita quotidiana…

Che tu vada dal dentista o su un sito web, dovunque devi dare l’autorizzazione al trattamento dei dati personali. E ogni volta si fa riferimento al GDPR.

Chiara, ma infatti questa non era la domanda…

Lo dico perché magari c’è qualcuno interessato all’argomento. Ma io non posso aiutarlo. NON sono un legale e NON dò consigli di natura legale.

Sono stata abbastanza chiara?

Chiarissima… Ora però rispondi alla mia domanda… Come faccio a mettere a norma di GDPR il mio sito web?

Innanzitutto, sul tuo sito web devi creare due pagine:

  1. Privacy e cookie policy;
  2. Sigla editoriale (in Germania altrimenti detto “Impressum”).

Questa per esempio è la privacy policy del mio sito: https://www.chiarascanavino.it/privacy-e-cookie-policy.

Mentre invece questo è il mio Impressum: https://www.chiarascanavino.it/sigla-editoriale.

E come la creo? Nemmeno io sono un legale!

Beh, allora… La cosa migliore sarebbe quella di andare da un legale e farsela scrivere.

Ma non tutti hanno questa possibilità.

E quindi?

Quindi utilizzi dei servizi come per esempio eRecht24.

Chiara, ma che cos’è eRecht24?

Questo è il modo in cui l’azienda stessa si presenta:

eRecht24 ist als eine der bekanntesten digitalen Informationsplattformen rund um die Themen Internetrecht, Datenschutz und E-Commerce am Legal Tech Markt vertreten und hilft täglich tausenden Webseitenbetreibern und Agenturen dabei ihre Webseiten rechtssicher zu gestalten.

Fonte: eRecht24. (Ultima visualizzazione: 03.09.2022 h. 17:39).

Chiara, ma se è tutta in tedesco non ci capisco nulla…

Perdonami, Silvia… Lo sai che sono in Germania. E questo è uno dei servizi che qui in Germania si usano di più… Lo uso anch’io…

Va bene, ma… qualcosa di un po’ più internazionale?

In Italia si usa Jubenda.

E quali sono i vantaggi di eRecht24 e di Jubenda?

Che puoi creare la privacy e cookie policy con pochi click.

E con pochi euro al mese metti anche il banner dei cookie.

E come lo creo il banner dei cookie?

Ti dico come funziona con eRecht24 perché è quello che conosco meglio… Ma con Jubenda funziona in modo molto simile.

Ok. Ma esiste una versione in inglese di eRecht24?

No, perchè è un servizio per il mercato tedesco. Ma puoi creare anche la privacy, cookie policy e l’impressum anche in inglese.

Mmm, non è ideale.

Vero. Ma dalla Germania è comunque un ottimo servizio.

Quanto costa?

Se usi testi pre-generati, eRecht24 non costa nulla. Ma non è una cosa consigliabile. I testi pre-generati non sono legalmente sicuri. Quindi molto meglio pagare l’abbonamento annuale. Costa poco più di 170 EUR l’anno e include, oltre i testi della privacy e cookie policy, anche il banner dei cookie e una serie di webinar dell’avvocato Stören Siebert. In Germania è la versione tedesca dell’Avvocato Alessandro Vercellotti…

E posso avere una panoramica dei servizi offerti da eRecht24?

Si, certo. Cliccando sul pulsante qui sotto trovi tutti i dati di eRecht24.

Ok. Allora ci penso…

A che cosa?

Al se mi conviene…

Certo che ti conviene… Preferisci pagare 300.000 EUR di multa perché il tuo sito non è a norma di GDPR?!

Ma così tanto?!

Beh, lasciando a parte la cifra, si… il non essere a norma di GDPR costa tanto.

E perché dovrebbero venire a beccare proprio me?

Perché le grandi aziende già fanno molta attenzione alla protezione dei dati personali…

Quindi la polizia postale controlla soprattutto le piccole e medie imprese…

Va bene, ma ce ne sono tanti di siti…

SI, certo. Ma ciò non significa che il web deve diventare una giungla, no?

No, hai ragione…

E permettimi di dirti che il prezzo di eRecht24 è proprio minimo…

Tutto fa brodo… 50 EUR di qua, 50 EUR di là… Alla fine viene una cosa insostenibile…

Silvia, ma la qualità ha un prezzo. E le cose professionali pure. Quindi abituati all’idea di dover spendere dei soldi…

Certo. Abbiamo finito?

Beh, hai finito solo se:

  1. hai messo la privacy e cookie policy sul tuo sito;
  2. hai inserito l’impressum;
  3. hai messo il banner dei cookie.

Già, ma come lo metto il banner dei cookie?

Puoi metterlo tramite Plugin di WordPress. Oppure tramite codice.

E qual è la via consigliabile?

Tramite codice.

E come faccio?

Non posso dirtelo perché dipende dal servizio che usi.

In ogni caso è una questione di copia e incolla.

Ok. Fatto.

Bene. Allora sei pronta per far partire il tuo sito web! Complimenti!

Come Creare un Sito Web da Zero: Conclusione Generale

Bene, allora, Silvia… Nella seguente guida abbiamo visto come creare un sito web da zero.

Ti ho seguita passo passo.

Per prima cosa ti ho presentato tutti i modi possibili per creare un sito web. Poi ti ho spiegato come creare un sito web così come l’ho fatto io, cioè con Siteground e WordPress.org.

Ti è stata utile? Hai ancora delle domande? Mi farebbe molto piacere che tu mi dessi un feedback tramite i commenti qui sotto. Per me è davvero molto importante.

A presto

Chiara Scanavino – In viaggio verso te stessa

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