Crescere un figlio in Germania da 0 a 9 mesi: tutto ciò che devi sapere sulla cultura tedesca

Crescere Un Figlio In Germania
Crescere un figlio in un Paese diverso da quello d'origine presenta delle sfide a livello culturale, soprattutto se tu e il tuo partner provenite da luoghi diversi. Scopri qui tutto ciò che devi sapere sulla cultura tedesca per poter crescere senza problemi un figlio in Germania.
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Bonn, 6 maggio 2020

Oggi sono esattamente 9 mesi dalla nascita di mio figlio Jannis. Sono stati 9 mesi volati in un battibaleno. Ma allo stesso tempo sono stati anche molto stressanti.

Già solo gestire un matrimonio misto non è cosa facile. Ma se poi si aggiungono i figli, la diversità di cultura si fa ancora più forte e tutto diventa ancora più stressante.

Le difficoltà sono davvero tante e io sono la prima ad averle vissute in prima persona.

Per questo ho deciso di scrivere questo articolo sperando di poter aiutare tutte quelle madri italiane che, come me, hanno un marito tedesco e si trovano a dover crescere un figlio bilingue.

Che cosa troverai quindi in questo articolo?

In questo articolo mi concentrerò soprattutto sull’aspetto culturale, cioè sul modo in cui i tedeschi allevano i propri figli. Indipendentemente dalla mia esperienza personale, infatti, le differenze culturali sono abbastanza forti. E quindi, conoscerle ti aiuterà a vivere questo periodo con più serenità e meno stress.

In particolare mi soffermerò qui sui seguenti argomenti:

  1. Il periodo preparto;
  2. Il puerperio;
  3. L’allattamento;
  4. Lo svezzamento.

 

Chiaramente i temi qui sopra trattati sono solo alcuni degli argomenti di cui si potrebbe discutere.

Infatti, si potrebbe fare una guida molto più tecnica in cui descrivere il modo in cui si attribuisce il cognome, la cittadinanza, come richiedere gli aiuti statali per le famiglie o cosa fare in caso di divorzio. Oppure si potrebbero prendere in considerazione altre fasce d’età.

Per alcuni argomenti, come per esempio l’Elterngeld, le guide ci sono già. Per altri, invece, le guide verranno aggiunte e aggiornate nel corso degli anni.

Sei pronto? Si parte!

 

Il periodo preparto

Come già dicevamo nell’articolo Quanto costa partorire in Germania?, durante la gravidanza dovrai cercarti un’ostetrica che ti segua nelle prime 8 settimane dalla nascita di tuo figlio.

Ma durante le 40 settimane di gravidanza molti genitori tedeschi (soprattutto nella Germania ovest) iniziano anche a pensare ad aspetti come:

  1. L’asilo nido;
  2. I Kindergeld.

 

A differenza dell’Italia, infatti, i tedeschi preferiscono mandare i figli all’asilo nido. E questo principalmente perché spesso i nonni vivono distanti e perché i parchi gioco sono spesso frequentati da bambini sopra i 3 anni. Quindi i bambini al di sotto di quell’età non hanno molto modo di entrare in contatto con i propri coetanei.

C’è poi da dire che rispetto all’Italia in Germania ci sono più asili nido. Secondo i dati dell’istituto di statistica tedesco, DeStatis, in Germania ci sono 56.700 asili nido che nel 2018 avevano in carico il 33,6% dei bambini sotto i 3 anni. Al contrario, invece, secondo i dati ISTAT, in Italia, nell’anno scolastico 2017/2018 c’erano 13.145 servizi educativi per la prima infanzia che si occupavano del 24,7% dei bambini sotto i 3 anni.

Tale differenza nella diffusione degli asili nido è dovuta soprattutto ai costi del servizio. In Germania infatti, il costo non incide particolarmente sul reddito delle famiglie. Perché? Perché i costi variano in base al reddito dei genitori. E a seconda di quante ore si usufruisce del servizio sono in gran parte compensati dai Kindergeld. In Italia, invece, gli alti costi delle rette e la mancanza di infrastrutture sono un ostacolo alla diffusione degli asili nido.

Come in Italia però, anche in Germania gli asili nido sono distribuiti in modo poco omogeneo per motivi culturali. Infatti, come raccontava anche mio marito (tedesco della Germania est),

Ich kenne das so, dass die Frauen nach 3-4 Monaten wieder in die Arbeit zurückkehrten oder ihr Studium wieder aufgenommen haben. Selbst meine Mutter und ihre Freundin sind mit den Kindern an den Vorlesungen gegangen. Es war einfach sozial akzeptiert.

Nella DDR, quindi, il governo ha provveduto a costruire gli asili nido. Infatti, le donne dovevano tornare al più presto al lavoro e contribuire alla costruzione del Socialismo.

All’ovest, invece, come possiamo vedere dal video qui sotto, la maggioranza delle donne rimaneva a casa e si occupava dei figli.9

Per via di una mentalità più tradizionale, le infrastrutture mancano soprattutto nell’ovest. Pertanto, in città come Bonn i genitori cercano di garantirsi un posto per l’asilo nido già prima della nascita del bambino. E se iniziassi dopo la nascita a occuparmene? Certamente puoi farlo. Ma nel pubblico le possibilità che l’iscrizione di tuo figlio venga accettata sono molto poche. Provare per credere.

Infine, semplicemente per evitare di compilare i moduli con un figlio appena nato che richiede le tue attenzioni, tanti tedeschi (amanti della precisione e della puntualità) preferiscono iniziare a compilare i moduli per i Kindergeld già nelle ultime settimane prima del parto. In tal modo, devono quindi solo più mettere la data di nascita del figlio, allegare il certificato di nascita e consegnare i vari moduli.

E per il corredino?

Nella mia esperienza, in merito al corredino non ho visto particolari rituali. Ma è più che altro su che cosa si decide di comprare che ho notato delle differenze culturali

Come mai?

Innanzitutto perché, come riportato anche da un’inchiesta del canale televisivo tedesco RTL, il 50% dei tedeschi compra abiti di seconda mano. E ciò vale anche e soprattutto per i vestitini da neonato, spesso utilizzati solo per qualche settimana.

Di seconda mano non ci sono però solo i vestiti… Vicino a dove abito io ogni 6 mesi circa ci sono dei mercatini dell’usato. E qui puoi trovare anche altri accessori per neonati e bambini fino ai 5 anni. Infine, in questi mercatini trovi ad un prezzo vantaggioso anche oggetti come:

 

  1. Giocattoli;

 

  1. Accessori per l’auto;

 

  1. Passeggini e carrozzine;

 

  1. Accessori per l’allattamento (es. tiralatte, ecc.).

 

Quando i vari oggetti non servono più, se sono ancora in buono stato la gente rivende quello che ha comprato ad amici, parenti o conoscenti che potrebbero averne bisogno.

 

La cosa che però mi ha causato più problemi culturali è stata un’altra.

 

Quale?

 

Come altri nostri conoscenti, io e mio marito avevamo deciso di evitare di spendere 1000 EUR per un passeggino trio nuovo. E siccome tra i colleghi di mio marito c’era chi ha avuto figli negli ultimi 5 anni, abbiamo chiesto se potevamo prenderla in prestito.

 

Il giorno in cui siamo andati a ritirare la carrozzina, la collega di mio marito ne ha approfittato per farci vedere tutto ciò che aveva ancora del figlio. E tra le varie cose ci è anche stato offerto un radiatore per il fasciatoio, anche se si sapeva già che nostro figlio doveva nascere in piena estate…

 

In quel momento la prima cosa che ho pensato è stata:

 

  1. I neonati sentono più freddo degli adulti. Ma davvero in estate qui in Germania fa così freddo che è necessario un radiatore per il fasciatoio?! Mi sembra davvero un’esagerazione!

 

Confrontandomi con l’ostetrica che mi seguiva e le altre ragazze del corso preparto ho avuto modo di rendermi conto che quell’episodio è stato un momento di shock culturale.

 

Infatti, mentre una madre italiana che ha avuto un figlio in estate ha paura che il figlio muoia di caldo, una tedesca ha paura che il figlio muoia di freddo. E quindi – siccome tendono a proteggere il figlio da questa eventualità – non concepiscono che il figlio possa essere troppo coperto

 

Il puerperio

 

Nella mia esperienza, qui in Germania gli ospedali e le ostetriche tendono a evitare la troppa medicalizzazione del parto e a favorire l’allattamento al seno. Infatti, anche se secondo i dati di Statista.de in Germania, nel 2017, ci sono stati 232.505 parti cesarei, gli ospedali tendono a preferire i parti naturali.

 

Al parto partecipa generalmente anche il padre, al quale può venir chiesto di tagliare il cordone ombelicale al figlio. Successivamente, il bambino viene messo sul petto della mamma. In tal modo si crea il legame madre-figlio e si avvia l’allattamento.

 

Dopo di che, il bambino viene visitato e riceve il suo braccialettino con il nome, anche se starà con voi nella vostra stanza d’ospedale per tutto il tempo.

 

A cosa serve allora il braccialetto con il nome, ti chiederai… Molto semplice… Anche se viene praticato il cosiddetto rooming-in, talvolta le infermiere portano il bambino in una stanza apposita per visitare il bambino. Regolarmente, infatti, il bambino viene pesato e gli viene misurata la temperatura corporea. Inoltre, gli viene iniettata la vitamina K e dopo 3 giorni gli viene fatto un test per capire se il bambino sente i rumori. Durante tutte queste operazioni, non sempre i genitori sono presenti. E quindi il braccialetto è importante per evitare di scambiare i bambini.

 

E quando torni a casa?

 

Se non hai complicazioni, dopo 6 ore dal parto potresti tornare a casa. Tuttavia, la maggior parte delle persone torna a casa dopo 3 giorni. In questo periodo, infatti, si preferisce rimanere in ospedale per due motivi:

 

  1. Si ha modo di imparare con calma ad allattare;

 

  1. Pochi pediatri vengono a casa dopo 3 giorni dalla nascita a visitare i bambini.

 

Dal momento in cui torni a casa è quindi l’ostetrica che hai scelto durante la gravidanza a seguirti e a visitare tuo figlio. La prima settimana dopo essere tornata a casa dall’ospedale l’ostetrica verrà ogni giorno. Dopo di che – per i primi due mesi – verrà 2 volte alla settimana. E dopo 8 settimane verrà a vedere tuo figlio solo se strettamente necessario, ovvero:

 

  1. Se hai problemi di qualunque tipo con tuo figlio;

 

  1. Se ci sono dei problemi con l’allattamento;

 

  1. Se lo svezzamento non funziona come previsto.

 

Soprattutto duarnte i primi tempi, l’allattamento è un momento piuttosto stressante a livello psicologico. E quindi, specialmente durante il puerperio è importante avere contatti con altre neomamme.

 

Per questo motivo, gli ospedali e alcune ostetriche organizzano (su base mensile o settimanale) i cosiddetti Stillcafé. Essi sono degli incontri (settimanali o mensili) durante i quali puoi chiarire tutti i tuoi dubbi con un’ostetrica e confrontarti con altre mamme che allattano.

 

A questo punto forse ti starai chiedendo: Chiara, ma come si festeggia una nascita in Germania?

 

In Germania, per festeggiare la nascita ci sono diverse tradizioni. Le più comuni però sono le seguenti:

 

  1. La cicogna nel giardino o sul tetto della casa;

 

  1. La Pullerparty (o Babypuller);

 

  1. Piantare un melo (per i maschi) o un pero (per le femmine);

 

  1. Fare la cassetta dei ricordi;

 

  1. Mettere uno stendino fuori dalla casa;

 

  1. Preparare la minestra di pollo (per riprendersi dalle fatiche del parto).

 

A parte la cicogna (che è il simbolo della nascita anche in Italia), le altre tradizioni citate vanno un po’ spiegate. Infatti, a questo punto potrai chiederti:

 

che cos’è la Pullerparty? E perché si pianta il melo per i maschi e il pero per le femmine? Cosa si mette nella cassetta dei ricordi? E lo stendino cosa c’entra?! E infine… perché proprio la minestra di pollo per festeggiare una nascita?!

 

Iniziamo quindi dalla Pullerparty… Nota anche come Babybier, Pullerbier, Kindsbier, Kindpinkeln, Kinderpinkeln, Pissparty, Kindsbrunzen, Pinkelparty, Füß­le baden, Pullerparty, Pullerschnaps, Babyparty, Wieslfest e Rumpelschnaps, la Pullerparty è una festa data dal padre ai vicini di casa e ai suoi amici e parenti (generalmente soltanto gli uomini) in onore del figlio nato.

 

Nata nella Germania settentrionale, la Pullerparty si è poi diffusa in varie zone del territorio tedesco.

 

Come si svolge la Pullerparty? Secondo quanto riportato da Wikipedia, la Pullerparty si celebra nel seguente modo:

 

Typischerweise können sich die Ausgestaltungen dieses Brauches innerhalb einer Region schon deutlich voneinander unterscheiden. Vielfach feiert der Vater die Geburt des Kindes mit Freunden und Nachbarn, während die Mutter mit dem Neugeborenen noch im Krankenhaus liegt. Es kommt aber auch vor, dass die Feier erst etwas später ausgerichtet wird, so dass auch die Mutter daran teilnehmen kann. In jedem Fall findet das Babypinkeln aber noch vor der Taufe statt. Manchmal ist das Babypinkeln auch ein Fest, bei dem sich eingeladene Paare das „Ja“ zu einem eigenen Kind geben.

 

Bei der Ausgestaltung des Festes ist es in einigen Regionen üblich, die Gäste in eine Gaststätte einzuladen. Häufig wird die Feier jedoch im Elternhaus durchgeführt, was durch das Aushängen eines Bettlakens oder einer Fahne aus dem Fenster bekanntgegeben wird, und Freunde und Nachbarn werden auf diese Weise informiert. Eine explizite Einladung ist dann nicht erforderlich. Teilweise wird erwartet, dass die Gäste für Speisen und Getränke sorgen. Auch dies ist von der jeweiligen Region abhängig. Oft wird ein hölzerner Storch aufgestellt, der die Geburt des Kindes weithin sichtbar macht.

 

E quindi?

 

Quindi – come dicevamo poco sopra – la Pullerparty è celebrata dal padre con gli amici e i vicini di casa mentre la madre è ancora in ospedale con il bambino. Tale festa ha però delle varianti regionali. Talvolta può quindi succedere che si aspetti il ritorno a casa della madre, in modo tale che possa prendere parte anche lei.

 

In ogni caso, la Pullerparty viene fatta prima ancora del battesimo. Qualche volta questa è anche l’occasione in cui le coppie invitate decidono di avere dei figli propri.

 

In alcune regioni si è soliti invitare gli ospiti in una birreria. Spesso però la Pullerparty si fa in casa. E per annunciarla si stende un lenzuolo o una bandiera fuori dalla finestra. In questo modo, quindi, non c’è bisogno di un invito esplicito. Qualche volta ci si aspetta che gli ospiti si occupino del cibo e delle bevande. Ma anche questo dipende dalla regione. Spesso, per rendere visibile la nascita del bambino fin da lontano si espone una cicogna sul tetto della casa.

 

Ma come mai si chiama Pullerparty?

 

Il nome Pullerparty è composto da due parole, ovvero pullern (nel linguaggio comune ‘fare la pipì’) e Party (= ‘festa’). Il nome deriva quindi dal fatto che durante questa festa si beva tanta birra perché si crede che il consumo di birra aiuti il bambino a nascere in modo sano.

 

Siccome la birra (specialmente quella bionda) ha un colore giallastro simile a quello dell’urina, ecco quindi che si spiega il perché la Pullerparty venga chiamata in questo modo.

 

E dopo la Pullerparty cosa succede?

 

Alcune settimane dopo aver celebrato la nascita con amici, parenti e vicini, a seconda del sesso del bambino si è soliti piantare un albero, i cui primi frutti verranno raccolti nel momento in cui il nascituro inizierà la scuola.

 

Se il neonato è un maschio si pianta un melo, mentre se è femmina si pianta un pero.

 

Come mai proprio queste piante?

 

Una ragione precisa non ce l’ho nemmeno io. Ma personalmente credo che molto dipenda dal genere dei sostantivi in tedesco. In tedesco, infatti, la parola ‘mela’ si dice Apfel, mentre Birne vuol dire ‘pera’.

 

Al contrario di quanto si aspetterebbe un italiano, Apfel in tedesco è un nome maschile, mentre Birne è femminile. E quindi, per questo motivo, il melo potrebbe essere associato con un neonato maschio, mentre il pero ad una femmina.

 

Gli alberi però non rimangono spogli… Infatti, sugli alberi la gente (amici, parenti, vicini di casa, colleghi, ecc.) appoggiano vestiti usati o vecchi giochi per il bambino.

 

E spesso l’albero può essere sostituito da un filo della biancheria davanti alla casa del nascituro.

 

Per tutto il primo anno di vita, poi, i genitori sono soliti raccogliere gli oggetti utilizzati dal bambino che simboleggiano il raggiungimento di determinate tappe della crescita (es. il primo ciuccio, le scarpettine, ecc.) all’interno di una scatola, la cassetta dei ricordi. Essa verrà poi consegnata al figlio quando compie 18 anni.

 

Infine, soprattutto in alcune zone della Germania, nel momento in cui i genitori tornano a casa dall’ospedale con il bambino, si usa fare una minestra di pollo per la madre. Infatti, come mi spiegavano anche al corso preparto, tale minestra aiuta la ricostruzione dei muscoli addominali e allo stesso tempo favorisce la produzione di latte materno. Per questi motivi, la mia ostetrica, Frau Wally Mattheis, consigliava di fare la minestra di pollo soprattutto nei primi tempi del puerperio.

 

Lo svezzamento

 

Dove trovo la pastina Plasmon? Questa è la domanda posta da una mamma in Germania in un gruppo Facebook.

 

Da ciò possiamo quindi osservare che il momento dello svezzamento presenta delle differenze culturali. Infatti, se il momento di iniziare è accettato a livello universale (l’Organizzazione Mondiale della Salute consiglia l’allattamento esclusivo per i primi 6 mesi), la modalità e i tempi con cui viene fatto il passaggio dipendono da fattori culturali.

 

Come avviene lo svezzamento in Germania?, ti chiederai.

 

Già solo facendo un giro al DM, una drogheria tedesca che ha un ottimo assortimento di prodotti per bambini, è possibile notare che:

 

  1. Che siano alla frutta o con verdure e carne, tantissimi omogeneizzati sono un miscuglio di più alimenti (es. l’omogeneizzato di patate, carote e manzo) e quindi non ideali per capire le allergie di tuo figlio;

 

  1. La pastina per neonati come quella Plasmon o il babiriso non si trovano se non all’interno dei vasetti di omogeneizzati;

 

  1. I biscotti tipo Plasmon non sono così facili da trovare;

 

  1. I vasetti di carne liofilizzata non si trovano nemmeno se vai in un negozio che vende soltanto articoli per bambini.

 

Come mai? Perché lo svezzamento riflette anche la cultura alimentare dei tedeschi. Siccome in Germania la gente è abituata al piatto unico, diventa difficile trovare omogeneizzati con un solo alimento.

 

Arrivati al momento dello svezzamento, i pediatri consigliano di fare un brodo vegetale. Solitamente si usano patate, carote e carne di manzo dalla consistenza più o meno spessa. E tale brodo è da alternare ogni 2-3 giorni a un brodo fatto con zucca, zucchine o cavolfiore.

 

Ovviamente, man mano che il bambino cresce si aumentano le dosi e si introducono nuovi alimenti. Dopo aver introdotto la verdura, quindi, i tedeschi passano ai cereali (es. il farro) e poi per ultima alla frutta.

 

Le differenze principali sono però soprattutto nella consistenza e nel condimento. Guardando anche le varie guide illustrative, potrete infatti notare che le pappe consigliate hanno una consistenza più spessa rispetto a quelle a cui un italiano è abituato. E come condimento viene utilizzato l’olio di colza (Rapsöl) al posto dell’olio d’oliva.

 

Chiara, per me è importante che mio figlio mantenga le sane abitudini culinarie della tradizione italiana. Cosa posso fare?

 

Lascia che te lo dica. Ti capisco perfettamente. Pure a me piacciono i würstel. E rispetto all’italiano medio mangi parecchia carne. Ma cerco comunque di mantenere le mie abitudini culinarie e di cucinare italiano. Credo inoltre che anche mio figlio debba imparare a mangiare in modo equilibrato, evitando gli eccessi di carne e burro a cui i tedeschi sono abituati.

 

Se anche tu ti riconosci in questo quadro, a mio parere ci sono due strade:

 

  1. Compri tutto su Amazon o ti fai spedire gli alimenti per bambini dall’Italia;

 

  1. Così come sto facendo anch’io, prepari tu stessa il cibo per tuo figlio.

 

Sicuramente la seconda strada è più impegnativa. Ma credimi, già solo per la salute di tuo figlio ne vale assolutamente la pena.

 

 

Conclusioni

In questo articolo ho parlato di alcuni aspetti culturali sulla nascita di un figlio in Germania. In particolare ho descritto:

  1. le tradizioni tedesche sulla nascita;
  2. il puerperio in Germania;
  3. l’allattamento;
  4. lo svezzamento.

Spero che questa guida ti sia stata utile e ti sia piaciuta. In tal caso ti chiederei di condividere l’articolo con i tuoi amici su Facebook, LinkedIn, WhatsApp o per e-mail!

 

A te costa poco, ma per me è molto importante!

 

A presto!

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