9 Cose sulla Ex-DDR che devi assolutamente conoscere + intervista a mio marito

Curiosità DDR
Il 3 ottobre era l’anniversario dell’unificazione tedesca. In trent'anni molte cose sono cambiate, ma nonostante tutto non c'è ancora un senso di piena integrazione da parte dei cittadini della Germania orientale. Scopri qui 9 curiosità sulla ex-DDR e come viene vissuto il rapporto tra est e ovest.
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Venerdì 2 ottobre 2020 h. 16:30 ca. Avevo appena finito di chiamare i miei genitori su Skype e stavo aspettando di poter iniziare la lezione con un mio cliente.

Sono in cucina con mio marito e vedendo il lavandino pieno di piatti da lavare dice a mio figlio: Mama hat sich fürs Abwaschen morgen angemeldet. E io gli rispondo: Wenn du mir versprichst, in der Zwischenzeit auf Jannis aufzupassen, kann ich das gerne machen. Al ché lui ribatte: Es gibt eine ganz simple Alternative: Um 6 Uhr morgens aufzustehen.

Am 3. Oktober um 6 Uhr aufzustehen ist nicht gerade prickelnd. Morgen ist es Feiertag!, gli dico io. 

E lui: Für dich ist morgen kein Feiertag. Du bist Italienerin!

Io: Und? Ich wohne in Deutschland und habe einen deutschen Mann und Sohn!

La conversazione finisce così sul momento. Ma il bisogno di riflettere io sul rapporto tra l’essere italiana e il mio vivere in Germania e lui sul rapporto tra le sue radici nella Germania dell’est e la sua vita a ovest, rimane nell’aria. E il tema riemerge il giorno dopo, mentre facevamo il bagnetto a nostro figlio Jannis.

Infatti, il 3 ottobre era l’anniversario dell’unificazione tedesca. Qui di seguito ho quindi deciso di elencare 9 curiosità sulla ex DDR che devi assolutamente conoscere e di riportare la nostra conversazione a mo’ d’intervista.

 

9 curiosità sulla ex DDR che devi assolutamente conoscere

 

Ossi oder Wessi? Wossi!

In modo un po’ dispregiativo, i tedeschi dell’ex Germania ovest chiamano quelli provenienti dai territori dell’ex DDR Ossi. Per tutta risposta, chi proviene dalla ex Germania ovest viene definito Wessi.

Tali denominazioni prendono ispirazione dai nomi delle direzioni su una bussola. In tedesco, infatti, ovest si dice West ed est si dice Ost.

A questo punto, forse ti chiederai: Quali sono le differenze tra i Wessi e gli Ossi? Ed esiste un termine che definisca chi (magari nato dopo la caduta del muro di Berlino o che dall’Est si sia trasferito a Ovest) non si sente né Wessi né Ossi?

Partiamo rispondendo alla seconda domanda. La verità è che non so dirti se esista un termine ufficiale per indicare chi non si sente di appartenere né agli Ossi e né ai Wessi. L’unica cosa che so è che mio marito si definisce Wossi (= Ostdeutsche im Westen, vedi intervista al termine dell’articolo) e che tale termine viene compreso da praticamente tutti i nostri amici o conoscenti.

Per quanto riguarda la prima domanda invece, la differenza è sostanzialmente culturale. Infatti, come raccontava sempre mio marito, a est si dava molta più importanza alla famiglia e ai vicini di casa, ai colleghi o ai compagni (di scuola o di partito). E come ho avuto modo di scrivere anche nell’articolo Crescere un figlio in Germania da 0 a 9 mesi: tutto ciò che devi sapere sulla cultura tedesca, nella DDR era normale che le donne lavorassero. E quindi ancora oggi la rete di asili nido o strutture per l’infanzia è più sviluppata a est che non a ovest.

Per un tedesco dell’est quindi è molto importante la relazione che ha con chi lo circonda. E ciò si rispecchia anche nel modo di fare business.

Come mai? Semplicemente, quando un tedesco dell’est si trova a dover vendere qualcosa, tende ad avere meno quella fiducia in sé stesso necessaria per poter farsi rispettare dai potenziali clienti e quindi a farsi pagare meno di quello che la merce o sé stessi valgono.

Come ho modo di notare ogni volta che mio marito decide di mettere su EBay Kleinanzeige qualcosa che non usiamo più ma che sia in buon stato, tutte le volte ci sono dei “conflitti” sulle aspettative di prezzo. Solitamente, infatti, quando arriviamo a definire qual è il prezzo che vogliamo chiedere, viene fuori che io ho delle aspettative un po’ più alte delle sue.

Perché? Lui tende a mettere prezzi bassissimi (anche se la merce varrebbe di più di ciò che dice) o ad accettare trattative al ribasso da parte dell’acquirente. Io invece (che ogni giorno devo occuparmi di come far vedere il valore delle mie prestazioni ai potenziali clienti) tendo a non accettare compromessi al ribasso e ad adottare una strategia di prezzo più neutrale. Cioè: guardo quali sono i prezzi che ci sono in rete per la merce che vogliamo vendere e a chiedere un prezzo che non sia né troppo alto né troppo basso.

E quando vede questo mio modo, mio marito mi dice sempre: Kapitalistin! Geldgeile Ehefrau!

Come per tantissimi tedeschi dell’est, per mio marito il modo di fare business e non solo più individualista ed occidentale è sinonimo di avidità ed egoismo.

E se anche chi ha un’azienda ragiona in questo modo, si campisce come mai la maggior parte delle aziende della ex DDR sono state soppiantate da quelle di ovest. (Secondo quanto riportato dalla ZDF, c’è soltanto un’azienda della Germania est quotata in borsa al Dax).

 

Prodotti alimentari “di lusso”

Alzi la mano chi non ama la cioccolata! 😀 Bene, se come me siete amanti della cioccolata e del caffè, allora devo deludervi un pochino… Nella DDR la cioccolata e il caffè erano considerati prodotti “di lusso”. E quindi non solo erano cari, ma si faceva anche fatica a trovarli…

Curioso è poi vedere come la DDR abbia cercato di far concorrenza alla Ferrero… Infatti, come la Coca Cola e tutti gli altri prodotti occidentali, anche i prodotti Kinder non erano consentiti. E quindi, per evitare che la gente importasse illegalmente prodotti occidentali (cosa che sottobanco avveniva), la DDR ha pensato di creare una propria linea di prodotti per bambini.

E quindi. Se si aveva voglia di uno spumante, si beveva il Rotkäppchensekt. Se si voleva il caffè c’era il caffè Röstfein. E se i bambini volevano la cioccolata tipo Kinder c’era la cioccolata Bambina (vedi foto sotto).

 

Frutta e verdura

Secondo il racconto dei miei suoceri, nella DDR si trovava tutta quella frutta e quella verdura che cresce naturalmente in Germania. E quindi si potevano trovare senza problemi pere, mele, cavoli, patate o prodotti simili.

Banane e kiwi, invece, erano prodotti rari (nei negozi si trovavano al massimo 1, 2 volte all’anno!) e costosi.

 

Tesseramento

 

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, nella DDR non era obbligatorio avere la tessera della Sozialistische Einheitspartei Deutschland (SED).

Tuttavia, avere la tessera della SED aveva dei vantaggi. Infatti, avevi accesso più facilmente a quei prodotti come il caffè, la cioccolata, la televisione o il telefono (solo pochissimi ce l’avevano). E quindi avere la tessera ti permetteva di vivere in modo un po’ più “occidentale”.

 

La televisione

Insieme al telefono, anche la televisione era un prodotto di lusso che solo pochissimi avevano. Tra i programmi che venivano offerti c’era la Aktuelle Kamera (il telegiornale nella quale si celebrava il partito) e – per i bambini – lo Sandmännchen, che aveva la stessa funzione del carosello in Italia.

Lo Sandmännchen non aveva contenuti pubblicitari. Ma come in Italia i bambini andavano a dormire dopo aver visto il Carosello, nella DDR (e ancora oggi, soprattutto nelle famiglie tedesche orientali) i bambini andavano a nanna una volta che lo Sandmännchen era terminato.

Infine, c’è ancora una curiosità sulla televisione nella DDR.

Quale? In quasi tutto il territorio della ex DDR era possibile vedere la TV della Germania occidentale, mentre a ovest non era possibile vedere la televisione di est. Soltanto nella zona di Eisenach era possibile vedere esclusivamente la televisione della Germania est.

 

Le auto

auto DDR

Nella DDR c’erano principalmente due marchi di auto conosciuti, ovvero la Trabant e la Wartburg. Come anche nel caso del caffè, della cioccolata o del telefono, però, anche le auto erano appannaggio di pochi. E quando decidevi di comprare un’auto, prima di ottenerla passavano generalmente degli anni. Per questo motivo, quindi, tantissimi genitori iniziavano a comprare l’auto alla nascita dei figli, in modo tale che questi – arrivati a 18 anni – potessero prendere la patente.

 

La casa: le Plattenbauen e la Dacia

casa DDR

A questo punto, forse ti starai chiedendo: dove viveva la maggior parte della popolazione della DDR?

Nella DDR lo stato provvedeva a fornire una casa (e un lavoro) per ciascun cittadino. Per questo, lo stato aveva fatto costruire le cosiddette Plattenbauen, che erano sostanzialmente dei prefabbricati di 10 o più piani.

All’interno delle Plattenbauen gli appartamenti erano tutti uguali, sia nella struttura sia nel modo in cui erano arredate. Erano composte da un soggiorno, una stanza da letto per i genitori e per i figli, una cucina e un bagno. Nelle vicinanze delle Plattenbauen c’erano del verde con dei parchi gioco per i figli degli abitanti e la scuola.

Come raccontato anche dal documentario della ZDF Mythos Plattenbau – Wohnträume aus Beton, le caratteristiche principali delle Plattenbauen erano sostanzialmente due:

  1. Le pareti erano molto sottili e quindi si sentiva il minimo rumore del vicino;
  2. Almeno all’inizio erano palazzoni molto alti, dove non si riusciva a vedere quello che avveniva sotto casa.

Di conseguenza, quindi era molto facile tenere sotto controllo la popolazione, perché tutti sentivano tutto. E poi, siccome inizialmente erano così alti, la popolazione non si fidava a lasciar giocare i bambini sotto casa. Per questo, quindi, con il passare del tempo si è deciso di limitare l’altezza delle Plattenbauen.

Nonostante tutto però le Plattenbauen erano molto ambite dalla popolazione. Perché? Perché erano comunque delle case nuove, dove si viveva in modo più confortevole. Tante volte, infatti, le case preesistenti non venivano risanate, perché alla popolazione mancavano i soldi per ciò.

Dacia DDR

Oltre alle Plattenbauen, nella DDR c’era poi un altro tipo di abitazione, la Dacia. Quest’ultima era la casa delle vacanze tipo quelle russe. Tuttavia, come affermato anche su Wikipedia, le dacie della DDR non potevano essere paragonate con quelle russe, perché “più che di ville fuori porta si trattava di bungalow”. Vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Architettura_della_Repubblica_Democratica_Tedesca#Case_di_propriet%C3%A0

 

A questo punto, forse ti starai chiedendo: Chiara, ma quali erano i criteri per ottenere una casa? Ed era possibile costruire una casa di proprietà?

Iniziamo a rispondendo alla prima domanda. Nella DDR la mancanza di case era un problema particolarmente sentito. Come abbiamo detto più sopra, infatti, spesso le case esistenti non venivano sanate per mancanza di soldi (o di materiali). Per questo, il Wohnungsamt (lett. ‘l’ufficio alloggi) doveva mettere delle priorità. Tra tutti, le persone con le migliori chance di ottenere un alloggio (in una Plattenbau o in una casa vecchia) erano soprattutto le coppie sposate e con figli.

 

Per quanto riguarda invece la seconda domanda, la risposta è: si, era possibile. Come anche oggi, avevi bisogno di un progetto e di un permesso di costruzione. Tuttavia, la più grande sfida era trovare un muratore che lavorasse legalmente e soprattutto il materiale di costruzione (vedi:  https://www.finanzfrage.net/g/frage/konnte-man-in-der-ddr-einfach-so-ein-haus-bauen#answer-30966056 ).

 

La città di Chemnitz

Karl-Marx-Stadt

Situata al confine con la Repubblica Ceca, durante il periodo della DDR la città di Chemnitz era nota con il nome di Karl-Marx-Stadt.

 

Le FKK

Volete fare un bagno sulla spiaggia senza costume? Nella DDR non era un problema. Le FKK, ovvero le Freikörperküsten, erano una cosa molto più comune e accettata rispetto ad oggi.

 

Il rapporto tra Germania est e Germania ovest a 30 anni dall’unificazione tedesca: intervista a mio marito

Veniamo ora all’intervista a mio marito e descriviamo quindi il modo in cui viene percepito il rapporto tra la Germania est e la Germania ovest a 30 anni dall’unificazione tedesca.

P.S. la conversazione è avvenuta in tedesco. Per una maggior comprensione da parte di tutti, riporterò qui la traduzione in italiano fatta da me.

 

Marito: E tu, come ti senti? Wessi o Ossi?

Io: Io o Jannis?

Marito: Ma tu, ovvio!

Io: Io sono nata a ovest e ho sempre vissuto in occidente. E Jannis? Non lo so. E tu, come ti senti?

Marito: Mi sento Wossi.

Io: Capita anche a te di vedere qualcuno che cerca di farti rientrare nei canoni degli Ossi, come hanno riportato a Frontal 21 [= trasmissione in onda il martedì alle h. 21 sulla ZDF]?

Marito: Personalmente trovo che qui vada ancora bene. In Schleswig-Holstein era ancora peggio: là ci sono tanti tedeschi dell’est e vieni subito marchiato come tale. Qui, nel mio ufficio, va bene. Se dico che vengo dal Sachsen-Anhalt, la loro risposta [dei miei colleghi, ndr.] è: ah, Dresda e dintorni. Ehm, no, decisamente no!

Probabilmente è come da voi in Italia, con gli italiani del nord e del sud. Vero?

Io: Boh, non lo so… Forse dipende un po’ dalla regione. A Torino un comportamento del genere non è esattamente la norma. A Torino ci sono anche tanti meridionali.

Marito: Ma quelle cose succedono soprattutto dove ci sono tante persone appartenenti ad un determinato gruppo…

Io: Boh… Se su 100 persone  60-70 provengono dal meridione o hanno antenati meridionali, ad un certo punto alla fine non si nota più di tanto!

Marito: Cosa intendi con antenati?

Io: Intendo un genitore, un nonno, uno zio.

Marito: Vuoi davvero dirmi che fino agli anni ’60 a Torino non c’erano meridionali?

Io: No. Ma tanti sono arrivati proprio negli anni ’60 per via della Fiat.

Dopo un po’ mi chiede chi conoscevo, oltre a lui e alla sua famiglia, che viene dalla Germania est. E una volta che glieli ho elencati, lui mi chiede:

Qual è secondo te una caratteristica degli Ossi?

Potevo certamente ricordargli il comportamento dei tedeschi della Germania est quando cercano di vendere qualcosa. Ma per me quella non è una caratteristica unica dei tedeschi orientali. In fondo, gente che non ha l’autostima necessaria per vendere correttamente un prodotto o un servizio ce n’è tanta anche all’ovest. E detto onestamente anch’io talvolta pecco in questo senso, anche se sono già migliorata molto negli ultimi due anni.

La mia risposta è stata invece: senza offesa, ogni tanto qualcuno non accetta bene le critiche. Avete vissuto per quarant’anni hanno vissuto in una dittatura, dove criticare il sistema non era possibile. È normale e comprensibile che sia così, anche se dopo trent’anni si potrebbe anche cambiare.

 

Conclusioni

Come abbiamo potuto vedere anche dall’intervista qui sopra, trent’anni dopo la riunificazione tedesca ci sono ancora delle differenze tra la Germania est e ovest.
Tali differenze hanno soprattutto un carattere economico, demografico e culturale.

Secondo un’indagine condotta dalla ZDF, nonostante ormai siano passati 30 anni dal 3 ottobre 1990, oggi il 30% dei tedeschi orientali non si sente ben integrato nella “nuova” situazione. E il 57% si sente un cittadino di serie B.

Anche se negli ultimi anni i salari (e gli affitti) sono aumentati costantemente, il patrimonio medio dei tedeschi orientali è pari a poco meno della metà di quelli occidentali.

E siccome le università tedesche all’ovest erano e sono ancora considerate più prestigiose di quelle dell’est, tantissimi giovani sono emigrati nella Germania ovest, rendendo i cosiddetti “nuovi Bundesländer” una delle zone meno popolate della Germania.

Ciò ha fatto sì che l’est si sia impoverito non solo per quanto riguarda il patrimonio medio, ma anche e soprattutto a livello lavorativo: come dicevo anche nell’articolo Handelsblatt: +46% negli spostamenti dalla Germania ovest verso est, ancora oggi – a parità di mansione ed esperienza – all’est si guadagna fino a 900 EUR in meno che all’ovest.

E i contratti collettivi (Tarifverträge) all’est sono molto meno diffusi che all’ovest. Ciò ha fatto quindi sì che la Germania est si trasformasse in una sorta di Cina all’interno della Germania stessa.

Dopo trent’anni dall’unità tedesca sarebbe auspicabile che si riuscisse a superare gli stereotipi da entrambe le parti e ci fosse più unità su tutti i piani.

 

E tu? Sei mai stato nella Germania est? Avevi mai sentito parlare dei Wessi e degli Ossi? Conosci qualcuno che viene dalla ex DDR? Racconta la tua esperienza nei commenti qui sotto.

 

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