Logo Chiara Scanavino E1585751868624.png

CHE COS'È L'EDUCAZIONE DIGITALE?

È una cosa che mi sono chiesta anch’io recentemente.

E quindi sono andata a cercare su internet, fino a quando non ho trovato il sito web educazionedigitale.it. È un progetto realizzato in collaborazione con il MIUR, il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca italiano.

Sia chiaro fin d’ora: non collaboro con le istituzioni italiane. Ho citato il progetto educazionedigitale.it perché è semplicemente una fonte autorevole.

come creare un sito web da zero

Va bene, Chiara. Ma ora rispondi alla domanda… Che cos’è l’educazione digitale?

Te lo dico nel modo più semplice possibile.

È quell’insieme di comportamenti da mettere in atto per utilizzare gli strumenti digitali in modo responsabile e sicuro.

Chiara, ma sii più concreta… Così non si capisce…

Intendo dire che è importante diffondere un uso corretto di smartphone, internet e social media per prevenire problemi come:

  1. cyberbullismo;
  2. dipendenze da schermi;
  3. body shaming;
  4. furti;
  5. truffe;
  6. sfide pericolose;
  7. molestie (sessuali);
  8. ecc.

Chiara, ma a me e a miə figliə finora non è mai successo nulla...

Silvia, sono contenta per te se finora a te e a tuə figliə non è mai successo nulla…

Perché vedi… Per esperienza personale so bene che nella vita ci sono situazioni in cui è bene non trovarsi mai…

Quando andavo a scuola ho subito il bullismo. E io ora vorrei dare a mio figlio Jannis la possibilità di difendersi…

Capisco. Ma puoi darmi dei numeri? Altrimenti sembra che tu ti stia fasciando la testa prima del previsto…

Ok. Guarda il prossimo paragrafo…

Perché è importante conoscere l'educazione digitale?

Cyberbullismo in Germania

Fonte: https://www.sinus-institut.de/media-center/presse/barmer-cyberbullying (ultima visualizzazione 22.09.2022 h. 15:42).

Chiara, ma una serie di grafiche tutte in tedesco non le capisce nessuno…

Si, è vero. Ma in sostanza dicono che in Germania:

  1. 51 su oltre 2.000 ragazzi tra i 14 e i 17 anni ha fatto esperienza col cyberbullismo;
  2. il cyberbullismo avviene molto spesso su WhatsApp o su Instagram, mentre è raro che avvenga su YouTube;
  3. il più delle volte i ragazzi hanno ricevuto insulti, hanno messo in giro delle voci non vere oppure sono stati esclusi da gruppi di WhatsApp o da gruppi di amici.

Mi pare che da mamma italiana in Germania che lavora da anni nel settore del digital marketing ci sia un buon motivo per agire. Non ti pare, Silvia?

Si. Ma chi ti legge è probabilmente in Italia…

Hai ragione. Per questo metto anche delle statistiche sull’Italia…

Cyberbullismo in Italia

Disclaimer: i seguenti dati sono riferiti al 2018. Siccome non aggiornerò spesso questa pagina che stai leggendo, i dati potrebbero non essere aggiornati.

Va bene, Chiara… Ma tira fuori questi dati…

Ok. Secondo l’ISTAT, in Italia, nel 2018,

  1. oltre il 70% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni navigava ogni giorno in internet. E oltre l’85% utilizzava quotidianamente il cellulare;
  2. il 22% delle vittime di bullismo ha subito anche del cyberbullismo;
  3. i ragazzi più giovani (sotto gli 11 anni) sono più esposti rispetto alla fascia d’età 11-17 anni.

Ma dai… Davvero?

Certo, Silvia… Se non mi credi, guarda tu stessa. Questa è la diritta via! 😀

Ok, Chiara… Ti credo. Ma mi spiegami prima bene una cosa… Perché hai messo dei dati sul cyberbullismo, ignorando tutti gli altri reati che ci possono essere online?

Beh, allora… sul fatto che ci siano anche altri reati e che i reati online sono punibili tanto quanto quelli offline, non c’è proprio dubbio. Però sai… io voglio prevenire il cyberbullismo. È quello che mi preoccupa di più… Perché vedi… In Italia, secondo i dati ISTAT che ti ho fornito qui sopra, gli stranieri sono quelli che sono più esposti…

Va bene, ma tu sei italiana…

Si, sono italiana. Ma mi trovo in Germania. Quindi qui sono straniera… E se in Italia, secondo i dati ISTAT, gli stranieri hanno il 18% di probabilità in più di subire vessazioni da parte degli italiani… in Germania potrebbe esserci una situazione simile.

Chiara, ma hai provato a cercare qualche notizia in merito?

Si, certo. E ho trovato dei siti in cui si dice che in Germania le persone più colpite dal cyberbullismo sono soprattutto le donne e la comunità LGBTQ+. Guarda qui: https://www.comparitech.com/de/cybermobbing-statistiken/ (ultima visualizzazione: 23.09.2022 h. 08:58).

Ma se è tutto in tedesco non si capisce nulla…

Eh, mi spiace, Silvia… Io sono in Germania dal 2014 e descrivo la realtà che mi circonda. Per questo, quindi, ogni tanto cito anche delle fonti in tedesco. Chi mi legge intanto capisce senz’altro…

E come fai ad esserne così sicura, Chiara?

Beh, questo blog è nato originariamente per promuovermi come insegnante di tedesco. Poi ho deciso di cambiare per vari motivi. Il principale era che il rapporto troppo diretto con i clienti mi stava mandando in burn-out. Ma questa è un’altra storia. Se sei interessatə alla lingua tedesca e alla vita in Germania, ti consiglio di leggere il mio altro blog, cometrasferirsiingermania.com.

Ok. Allora me lo guardo…

Bene, Silvia. Sono contenta che sia riuscita a interessarti… 🙂

Dopo questo spot pubblicitario sulla Germania, mi pare che qui possiamo tornare all’Italia… Non ti pare?

Si, senz’altro… Di che cosa vogliamo parlare?

Perché non parliamo di come è regolamentata l’educazione digitale in Italia? E poi, magari, visto che sei in Germania puoi anche descrivere la situazione lì dove sei…

Buona idea. Vedo di provarci… Prima però perché non descriviamo più in concreto quali sono gli argomenti da affrontare quando si parla di educazione digitale? Altrimenti diventa aria fritta…

Si, ok. Hai ragione… È meglio fare un paragrafo a parte…

In che cosa consiste concretamente l'educazione digitale?

In che cosa consiste concretamente l’educazione digitale?

Essendo una materia nuova, è una cosa che a questo punto si stanno chiedendo un po’ tutti… E non importa se sei un genitore o un insegnante. Perché vedi… non è solo una questione di didattica. È anche la necessità di farsi capire dagli altri quando si parla…

Se dici che tuə figliə a scuola studia l’educazione digitale sono in pochi a capire veramente che cosa si faccia… Per via dell’autonomia sui programmi da parte delle scuole, ognuno può intenderla un po’ come vuole…

Va bene, Chiara. Ma ora rispondi alla domanda… Che cos’è l’educazione digitale in concreto?

Beh, l’educazione digitale – secondo me – dovrebbe insegnare nozioni di:

Ma… hai pensato che sono tre temi enormi?

Certo. Ma per me sono alla base di questa nuova materia che è l’educazione digitale…

Si, però occorre che tu limiti un po’ la cosa… Altrimenti viene fuori una cosa da cui non ne esci più…

A parte il fatto che da qui ai prossimi vent’anni ho tutto il tempo di stare qui a scrivere…

Poi comunque mi concentro su quello che conosco bene.

Quindi su questo blog parleremo di:

  1. Come creare un sito web;
  2. Cosa è la SEO;
  3. Come funzionano i social media;
  4. Come comportarsi correttamente quando si è online.

Chiara, ma perché ad un genitore che vuole insegnare l’educazione digitale ai figli dovrebbe interessare una guida intitolata “Come Creare un Sito Web da Zero: Guida in 7 Passi“?

Perché può essere utile per i figli…

Io stessa consiglierei a mio figlio di farsi un sito web e di condividere ciò che sa con gli altri… È una cosa che gli può tornare molto utile, quando poi dovrà entrare nel mondo del lavoro…

Ma questa non è l’unica ragione per cui dovrebbe interessargli, Silvia…

Perché vedi… facendo una ricerca di parole chiave con un tool apposito, ho “scoperto” che ci sono tante persone che associano l’educazione digitale all’HTML. Che non è altro che un linguaggio nato appunto per realizzare dei siti web… E quindi… visto che sono cose che vedo tutti i giorni, perché non parlarne?!

Ok. Ma dovresti anche parlare di come funziona un browser o di come funziona un computer…

Hai ragione, Silvia… Poco alla volta faremo tutto. Per ora mi concentro sulla parte dei siti web perché è quella che conosco meglio…

Capisco… Ma… mi spieghi una cosa? Che cosa è la SEO? E non pensi che sia inutile parlare di come funzionano i social media?

Per quanto riguarda la SEO ne parleremo più approfonditamente un’altra volta. Perdonami ma è un discorso veramente lungo…

Per quanto riguarda invece il funzionamento dei social media… Perché dovrebbe essere inutile?

Perchè sono costruiti in modo inuitivo…

Si, ma utilizzarli in modo sicuro e consapevole è un’altra cosa… Vedi, Silvia… Molto spesso le persone non leggono o non capiscono quello che leggono. E poi si stupiscono se gli vengono bloccati gli account…

Chiara!! Non giudicare per non essere giudicata…

Silvia, ma io non sto giudicando nessuno… È un dato di fatto che in Italia ci siano problemi come l’analfabetismo di ritorno o l’analfabetismo funzionale… Se non mi credi, scrivimi pure per e-mail che ti mando dei dati…

E come faccio a scriverti?

Clicca sul pulsante qui sotto. Arriverai alla pagina dei contatti, dove trovi un modulo di contatto. In tal modo, quindi, devi solo compilarlo, scrivendo il tuo messaggio e inviarmelo…

Ok. Ma mettere anche una tua foto è chiedere troppo?

No, nessun problema.

Hai qualcosa da chiedermi o proposte di miglioramento del seguente sito?

Non esitare a contattarmi! Rispondo entro 24-48 ore!

Ok. Ora è molto meglio…

Bene. Sono contenta, Silvia. Possiamo andare avanti?

Si, certo. Di cosa vogliamo parlare?

Avevamo detto di parlare di come è regolamentata l’educazione digitale in Italia e in Germania. Ricordi?!

Si, ora ricordo… Eccoti quindi accontentatə. Guarda il paragrafo qui sotto.

Ultima domanda prima di andare avanti…

Che cos’è quel simbolo strano che ogni tanto metti al fondo delle parole?

È lo Schwa. Serve per evitare le discriminazioni di genere… Roba da linguisti…

Gente strana quella che si offende se non si fa attenzione al politically correct…

Da linguista devo prendere atto che le lingue sono in continua evoluzione. E visto che qui stiamo scrivendo è molto più facile adattarsi a queste evoluzioni…

Chiara!! Non menare il can per l’aia…

Appunto, Nessuno. La questione dello Schwa al fondo delle parole è un altro discorso, che non c’entra più nulla con l’educazione digitale…

No, Chiara… C’entra eccome…

Perché, Nessuno?

Perché l’esclusione è una delle tattiche che vengono messe in atto dai cyberbulli. L’abbiamo visto più sopra.

Ok. Quindi possiamo spiegare al(la) signor(ə) Nessunə chi è Chiara Scanavino?

Certo, Dantə…

Cosa, Chiara? Ma non hai nemmeno più rispetto per il Sommo!!

Si, ma… che cosa ci vuoi fare Nessuno… Oggigiorno la gente parla così…

Va beh, dai… Ora metti quel benedetto link alla pagina Chi è Chiara Scanavino. E poi vai avanti!

Agli ordini, Nessuno!

Chiara Sie wissen schon
Foto: Chiara Scanavino il giorno della laurea magistrale a Torino.

Ok. Qui sopra abbiamo la presentazione di Chiara Scanavino – Linguista… Ma… se a me interessasse sapere che cosa fai nel tempo libero?

Silvia, ma perché dovrebbe interessarti?! Nemmeno io vado a prendere un caffé con i clienti… Anche se qui in Germania apprezzano molto la cultura del bar…

Va bene. Ma tu non vuoi che la gente che ti contatta ti conosca?

Si, certo.

E allora devi spiegare a Nessunə che cosa fai nel tempo libero…

Devo proprio, Silvia?!

Niente polemiche! Pedala. E poi torniamo a parlare dell’educazione digitale…

Ok. Quindi pedalo.

E ora andiamo avanti…

Educazione digitale in Italia: Ecco come è regolamentata

In Italia l’educazione digitale è regolamentata attraverso le seguenti leggi:

  1. legge 107 del 13.07.2015, altrimenti nota come “decreto Buona Scuola”;
  2. il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD).

E che cosa prevedono queste leggi?

Nel dettaglio non te lo so dire, Silvia…

È roba da Azzeccagarbugli…

Azzeccagarbugli?! Chi era costui?!

Ehm, no… la citazione corretta Silvia è “Carneade, chi era costui?”

Va beh, ma chi sono Carneade e Azzeccagarbugli?!

SERIAMENTE?!

Hai presente i Promessi Sposi?!

Cosa?!

Il libro “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni…

E cosa c’entrano “I Promessi Sposi”?

Parlavamo di leggi…

E quindi?

Quindi Azzeccagarbugli è un modo dispregiativo di definire i legali…

Chiara, ma che cos’hai contro gli avvocati?!

Nulla. ASSOLUTAMENTE NULLA.

E allora perché tiri fuori l’Azzeccagarbugli?!

Perché Chiara Scanavino NON è un legale. E quindi vuole evitare di parlare di cose che non conosce.

Si, ma a me interessa sapere in breve che cosa dice il decreto Buona Scuola…

Beh, allora, scusami, Silvia, ma sei sulla pagina sbagliata…

Come sarebbe a dire che sono sulla pagina sbagliata? L’hai tirato fuori tu in merito al tema dell’educazione digitale…

Hai ragione. Ecco quindi un video riassuntivo in merito…

Ma io preferisco leggere…

E allora vai sul blog di Luisa Treccani. Questa è la direzione: https://www.luisatreccani.it/sintesi-legge-107/

Chiara, ma chi è Luisa Treccani?

È un’esperta di legislazione scolastica italiana. Puoi leggere la sua biografia qui: https://www.luisatreccani.it/biografia/

Ma tu come l’hai conosciuta?

Come te. Facendo una ricerca su Google.

Ma tu ti fidi del primo che passa?

Beh, no. Neanche Google si fida del primo che passa…

E allora come fai a essere sicura della correttezza di quello che dice?

Beh, ma sai… mi fido della tecnologia… Perché vedi… i motori di ricerca come Google hanno dei filtri per evitare il diffondersi di fake news. Se ne diffondi, vieni penalizzato. Intendo le notizie false…

Ma questo è un’altro discorso enorme. Meglio chiudere questo vaso di Pandora…

E mi spieghi invece che cosa dice il Piano Nazionale Scuola Digitale?

Ok. Ecco qui un video tratto sempre dal canale YouTube di Luisa Treccani.

Chiara, ti ho già detto che non mi interessano i video…

Beh, ma Silvia… C’è anche chi vuole guardarsi i video.

E c’è anche chi vuole leggere…

Vero. Ma allora vai sul suo blog. Intendo il blog di Luisa Treccani.

Di sicuro ha scritto un’articolo sul Piano Nazionale Scuola Digitale.

Ok. Mi metti un pulsante?

Eccolo.

Ti ho messo il link a tutti gli articoli di Luisa Treccani sulla scuola. Sei contentə, Silvia?

Si, grazie, Chiara. Sei proprio molto gentile…

Ma… Per caso collabori con la sig.ra Treccani?

NO, assolutamente. La cito solo perché è la fonte più autorevole che ho trovato.

Ok. E dimmi… come è regolamentata l’educazione digitale in Germania?

Te lo racconto nel prossimo paragrafo, Silvia…

Educazione Digitale in Germania

Come è regolamentata l’educazione digitale in Germania?

Chiedilo al Ministero…

Il Ministero della magia?!

No, Silvia… Sarò anche della generazione HP, ma no… la magia non esiste…

HP? Intendi i computer o Harry Potter?!

Intendo entrambi… Sono una fan di…

E utilizzo un PC di HP. Si chiama HP Pavillion Laptop 15-cc0xx, processore Intel(R) Core(TM) i7-7500U CPU @ 2.70GHz 2.90 GHz, RAM 8,00 GB, sistema operativo Windows 64-Bit, processore basato sul sistema x64.

Mamma mia che nome lungo…

Sono tutte le caratteristiche tecniche…

Se vuoi comprarlo… Eccolo qui…

Chiara, ma non è lo stesso!!

È vero, Silvia… Questo è la generazione successiva di quello che uso io…

Quale?

Questo qui sotto…

Ma adesso andiamo avanti, per favore… Il PC che utilizzo non ha alcuna importanza…

Chiara, ma se parli di educazione digitale, parli anche di computer…

Si, ma ne parlerò un’altra volta.

Adesso volevamo parlare dell’educazione digitale in Germania…

Non mi interessa.

Mi seguono anche dei giornalisti. E a loro potrebbe interessare…

Ti seguono dei giornalisti? Chi? Cosa? Dove?

Negli anni scorsi sono stata contattata anche da giornalisti di importanti testate italiane e tedesche.

Volevano tutti farmi un’intervista.

E perché non trovo nulla online?

Perché ho delle insicurezze nella lingua parlata.

Chiara, ma non sei di madrelingua italiana?

Si, certo. Ma mi impappino a parlare…

Va beh, dai, Chiara… Metti una foto più grande di quel computer. Altrimenti si vede male…

Ok. Eccoti accontentatə, Silvia…

Bene. Ora metti un bel pulsante così chi vuole può comprarlo…

Chi parla?

Sono Dario, il tuo maestro di marketing…

Dario!! Grazie mille del tuo consiglio! Anche se è un consiglio non richiesto, lo apprezzo molto!

Bene. Ma ora bando alle ciance…

“Sei pronto? Si parte!”

Chiara, ma mi prendi in giro?!

No, Dario… Ti ho solo citato… Tu mi hai dato un consiglio non richiesto. E io ho ricambiato il favore citando la frase per cui sei divenuto famoso…

Va beh, dai… lasciamo stare…

Ecco appunto. Lasciamo stare. Qui c’è il pusante richiesto…

“Acquista ora HP su Amazon”… Ma intendi il computer o Harry Potter?

Intendo questo.

E se io volessi Harry Potter?

Eccolo qui:

Ma no, Chiara! Voglio l’originale!!

Quale? Questo?

Questo?

Questo?

Questo?

Questo?

Questo?

Questo?

Li voglio tutti quanti!

Eccoli, Dario…

Chiara!! Sei andata fuori tema!!

Hai ragione, Silvia… Scusami tanto… Nessunə mi ha detto che l’educazione digitale in Germania non interessa a nessuno…

Quindi se non interessa a nessuno hai fatto bingo, Chiara… Perché vuol dire che interessa a tutti. Anche al signor Google.

Silvia, ma io non lavoro per Google! E in Italia di quello che succede in Germania non gliene può importare niente a nessuno…

Chiara, ma ti rendi conto di quello che stai dicendo?

Come, Dario?

Hai presente quanti visitatori avresti sul tuo sito, se finalmente rispondessi alla domanda “come è normata l’educazione digitale in Germania?”

Quanti sarebbero, Dario?

Cerca su Seozoom

Fatto. Non c’è nessuno che la cerca.

Come non c’è nessuno che la cerca?! Prova con “educazione digitale in Germania”…

Non la vuole nessuno…

Va beh, dai, Chiara… Rispondi alla domanda. Interessa allo zio Google…

Ok. Guarda sul sito del ministero dell’istruzione e della ricerca tedesco. Si chiama Bundesministerium für Bildung und Forschung.

Ok, Chiara. E che cosa dice?

Hai tutti i dati che vuoi…

Si, ma se è tutta in tedesco non ci capisco nulla…

Beh, allora contattami…

Ma perché dovrei farlo?

Perché ho lavorato per anni come traduttrice dal tedesco in italiano. E posso aiutarti.

E dove posso contattarti?

Clicca sul pulsante qui sotto.

E se io volessi contattarti sui social?

Puoi farlo. Ma sappi che li uso per lavoro…

Lo dico solo per evitare fraintendimenti…

E dove ti trovo?

Qui:

Ok, dai… Abbiamo parlato tanto finora… Perché non facciamo un riassunto di quello che abbiamo detto fino a qui?

Riflessioni finali

Dunque… Nella seguente pagina abbiamo detto che:

  1. l’educazione digitale si occupa di educare le nuove generazioni ad un uso consapevole e responsabile delle nuove tecnologie, in particolare di internet e dei social media;
  2. l’obiettivo dell’educazione digitale è quello di contrastare problemi sociali sempre più dirompenti, come per esempio il cyberbullismo;
  3. L’educazione digitale è una materia ancora nuova, che è entrata nelle scuole solo ultimamente. In Italia è stata regolamentata dal decreto “Buona Scuola” del governo Renzi. Mentre in Germania è regolamentata dal Bundesministerium für Bildung und Forschung.
  4. L’educazione digitale ha come oggetto di studio elementi di: informatica, marketing e psicologia.
  5. Attraverso l’educazione digitale è possibile anche frenare il dilagare di fenomeni come le molestie (sessuali), le dipendenze da schermi, il bodyshaming, i furti, le truffe, le sfide pericolose, ecc.
  6. Tra tutti i reati qui sopra elencati, il cyberbullismo è quello più problematico. Ciò avviene sia perché chi deve vigilare non ha sempre coscienza e conoscenza del fenomeno, sia perché c’è un vuoto legislativo.

Occorre quindi vigilare e informare in modo corretto le persone.

Per questo motivo, la copywriter multilingue Chiara Scanavino, che da quando si trova in Germania si occupa di digital marketing, ha deciso di aprire un blog in cui documenta la sua vita lavorativa a vantaggio dei genitori italiani che devono insegnare ai figli l’educazione digitale.

Buona giornata

Chiara