Imparare il tedesco: alcuni consigli pratici

imparare il tedesco
Chiara, mi daresti dei consigli su come imparare il tedesco? Che sia via mail o in chat su Facebook, questa è una delle domande che spesso mi vengono poste dai lettori del mio blog. Attraverso il seguente articolo ho quindi deciso di rispondere a questa e altre domande simili che mi vengono fatte.
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Bonn, 06.12.2019

 

Chiara, mi daresti dei consigli su come imparare il tedesco?

Che sia via mail o in chat su Facebook, questa è una delle domande che spesso mi vengono poste dai lettori del mio blog.

Attraverso il seguente articolo ho quindi deciso di rispondere a questa e altre domande simili che mi vengono fatte.

 

Qui di seguito risponderò quindi alle seguenti domande:

1. Perché dovresti studiare tedesco anche se non vuoi trasferirti in Germania?
2. Quanto ci vuole per studiare tedesco?
3. Perché non ha senso la domanda “mi dai dei consigli per imparare il tedesco?” senza dire da dove parti e quale obiettivo vuoi raggiungere?
4. Qual è il modo migliore per studiare tedesco?

P.S. Il presente articolo trae spunto dalla Live che ho fatto in data 02.12.2019 nel mio gruppo “Vita in Germania e Lingua Tedesca | Chiara Scanavino”. Vuoi vederla? La trovi qui.

Ma ora bando alle ciance e cominciamo… Sei pronto? Si parte!

 

Perché dovrei studiare tedesco se non voglio trasferirmi in Germania (o altri Paesi di lingua tedesca)?

Prima di entrare più nel dettaglio dell’articolo, cerchiamo qui di rispondere a chi non è ancora convinto che la lingua tedesca sia per lui…

 

Magari tu non intendi trasferirti in Germania e quindi potresti chiederti:

perché dovrei studiare tedesco se non voglio trasferirmi in Germania (o altri Paesi di lingua tedesca)?

 

Come scriveva Ulrich Ammon in uno dei suoi ultimi libri, è bene distinguere tra i motivi per cui studi una lingua (Beweggründe) e ciò che ti ha spinto a studiare quella lingua (Ursache).

Da ciò ne consegue che dire di voler studiare tedesco perché questo è quello che ti offre l’ambiente in cui vivi è molto diverso dal dire che lo studi perché vuoi trasferirti in Germania, Austria o Svizzera.

Nel primo caso, infatti, si tratta di una causa (Ursache), mentre nel secondo di un motivo d’integrazione (integratives Motiv).

 

Secondo Ammon ci sono quindi diversi tipi di motivi (o Beweggründe), ovvero:

  • Motivo strumentale (es. per lavorare o studiare in Germania, Austria o Svizzera);
  • Motivo d’integrazione (es. per trasferirsi in Germania, Austria o Svizzera);
  • Motivo identificativo (es. uno o entrambi i genitori sono tedeschi, austriaci o svizzeri);
  • Motivo culturale (es. per amore della cultura tedesca);
  • Motivo di prestazione (= consideri il tedesco una sfida personale).

 

L’intensità con cui agiscono i motivi qui sopra elencati determinano quindi la riuscita e la velocità con cui si impara una lingua. Ma questa è un’altra storia che verrà approfondita nel presente paragrafo.

 

Probabilmente, se stai leggendo questo articolo o non hai ancora iniziato a studiare tedesco oppure hai iniziato da poco. Quindi, può essere che tu sia ancora alla ricerca di quel motivo forte che ti spinge a studiare tedesco oppure che tu abbia bisogno di motivi in più per essere sicuro di aver fatto la scelta giusta.

 

Rispondiamo quindi alla domanda iniziale. Perché dovrei studiare tedesco se non voglio trasferirmi in Germania (o altri Paesi di lingua tedesca)?

 

Soprattutto se sei un infermiere, un medico o un ingegnere, studiare tedesco è importante perché:

1. Questi lavori sono particolarmente richiesti dal mercato del lavoro tedesco e quindi si hanno maggiori opportunità lavorative;
2. Specialmente nel nord Italia ci sono diversi contatti commerciali con le aziende tedesche;
3. Se vuoi trasferirti in Germania, parlare il tedesco è essenziale per integrarti;
4. In un mondo in cui più o meno tutti masticano un po’ di inglese, parlare il tedesco è visto come una marcia in più nel mondo del lavoro.

 

A ciò vanno ovviamente aggiunti tutti i motivi personali, come l’avere un partner tedesco oppure l’amore per la lingua / cultura / paesaggi tedeschi.

 

Forse ora però ti chiederai: Chiara, ma perché prima parlavi in particolare degli ingegneri, dei medici e degli infermieri?

Devi sapere che queste sono in assoluto le figure lavorative più ricercate dal mercato del lavoro tedesco. Al contrario dell’Italia, infatti, in Germania c’è una mancanza di forza lavoro specializzata. Ma oltre a questo c’è anche un altro problema.

 

Quale? Che la popolazione tedesca invecchia sempre di più e quindi gli infermieri (che per gli standard della popolazione locale sono pagati poco, ma che guadagnano comunque più che in Italia) sono sempre più richiesti.

 

Bene. Ora che abbiamo chiarito per quali motivi dovresti studiare tedesco anche se non vuoi trasferirti in Germania, rispondiamo ora alla domanda:

 

 

Quanto ci vuole per imparare il tedesco?

Anche se questa è una domanda che interessa un po’ tutti soprattutto all’inizio, la verità è che non esiste una risposta universale.

 

Perché? Perché, inevitabilmente, il tempo che ti serve per imparare il tedesco (come qualsiasi altra cosa) dipende soprattutto dalle tue capacità. E quindi c’è chi ci mette di più e chi ci mette di meno.

 

Ma le capacità personali sono solo uno dei fattori che influiscono sull’apprendimento del tedesco. Infatti, oltre alle capacità personali bisogna anche considerare:

 

1. L’età;
2. Le proprie conoscenze pregresse;
3. L’obiettivo che si vuole raggiungere.

 

È infatti risaputo che prima si impara una lingua e meno fatica si fa… Infatti, come sostiene anche Anna De Marco nella sua Introduzione alla Glottodidattica, l’apprendimento di una lingua avviene con più facilità entro i primi 12 anni di vita.

 

Come mai? Perché prima dei 12 anni non si è ancora completata la lateralizzazione del cervello. Ciò significa quindi che i bambini utilizzano in modo abbastanza indistinto l’emisfero destro e l’emisfero sinistro del cervello. Ed è soprattutto per questo motivo che i bambini confondono spesso la destra con la sinistra.

 

Tuttavia, anche se i bambini hanno un indubbio vantaggio nell’apprendimento di una lingua, non bisogna pensare che le donne siano più avvantaggiate nell’imparare le lingue…

 

Sicuramente è vero che – all’università – la facoltà di lingue è frequentata soprattutto da donne. E anche in molti corsi di lingua al di fuori dell’ambiente accademico ci sono molte donne.

 

Ma l’apprendimento di una lingua è assolutamente indipendente dal proprio sesso… Tradzionalmente, infatti, l’apprendimento delle lingue è stato affidato alle donne perché trascorrevano più tempo in casa e si prendevano cura dei figli, insegnandogli quindi anche a parlare. Ma gli uomini hanno le stesse possibilità di imparare una lingua (straniera e non).

 

Come dicevo però anche nell’articolo “Studiare tedesco è difficile? Ecco la mia opinione”, imparare una lingua è facile o difficile a seconda di ciò che si sa già…

 

Prendiamo il caso del cinese. Se sei europeo, per te sarà molto più difficile imparare il cinese. Al contrario, se sei un giapponese o un coreano sarà più semplice. Perché? Perché il giapponese o il coreano sono molto più simili al cinese. Lo stesso discorso vale anche per il tedesco. (Studiare tedesco è difficile? Ecco la mia opinione)

L’apprendimento delle lingue non dipende però solo dalla tua madrelingua, ma anche e soprattutto dalle altre lingue straniere che hai imparato durante il corso della tua vita… Perché? Perché come dimostrato da alcuni studi, gli errori che si commettono mentre si impara una lingua dipendono soprattutto dall’interferenza delle lingue imparate successivamente alla lingua madre.

 

È quindi per questo motivo che uno studente di tedesco come lingua straniera tenderà a dire es macht keinen Sinn anziché (come sarebbe corretto) es hat keinen Sinn per indicare che qualcosa non ha senso. Infatti, anche se l’espressione es macht keinen Sinn viene utilizzata anche da tanti madrelingua, tale forma non viene consigliata dal Duden perché si tratta di un calco dell’inglese it doesn’t make any sense.

Chiara, fin qui tutto ok. Ma ci sono altri fattori che incidono sull’apprendimento di una lingua?

Assolutamente si. Infatti, come dicevo anche nel mio articolo “Studiare tedesco è difficile? Ecco la mia opinione”, l’apprendimento di una lingua dipende anche da fattori come:

1. L’atteggiamento verso una nuova lingua o cultura;
2. L’autostima;
3. La paura del giudizio da parte degli insegnanti e/o altri studenti (filtro emotivo).

 

Ma c’è anche un ultimo fattore che incide sull’apprendimento delle lingue. Quale? L’obiettivo che si vuole raggiungere. Perché se sai quale obiettivo vuoi raggiungere, farai di tutto per raggiungerlo. Ma degli obiettivi ne parleremo più avanti nell’articolo.

 

A questo punto non resta che rispondere alla domanda con cui abbiamo iniziato il paragrafo, ovvero:

 

Quanto ci vuole per imparare il tedesco?

 

La risposta a questa domanda è dipende. In base alla mia esperienza posso però dirti che con 4 ore di studio a settimana sei perfettamente in grado, nel giro di 1 anno, di apprendere gli 800 vocaboli richiesti per il raggiungimento del livello A1 del QCER.

 

Ciò significa quindi che, dopo un anno di studio, sei in grado di comprendere conversazioni molto semplici nelle quali il tuo partner madrelingua parla molto lentamente.

E questo, soprattutto per chi ha appena iniziato a studiare, non è così poco…

 

Concentriamoci però ora sugli obiettivi e rispondiamo alla seguente domanda:

 

 

Perché non ha senso la domanda “mi dai dei consigli per studiare tedesco?” senza dire da dove parti e qual è il tuo obiettivo?

 

 

Nel primo paragrafo di questo articolo abbiamo visto che ci sono diversi tipi di motivazioni per studiare tedesco o qualsiasi altra lingua.

 

Le motivazioni non sono però qualcosa di astratto. Infatti, a ciascuna motivazione corrisponde un obiettivo che ci si prefissa.

 

E quindi? Quindi lo studio del tedesco (come quello di qualsiasi altra lingua) è un percorso vero e proprio. E, come ogni percorso, ti cambia profondamente anche a livello umano.

 

Come ogni percorso, inoltre, deve esserci un punto d’inizio e un punto d’arrivo, che può anche essere temporaneo. Infatti, magari hai iniziato a studiare tedesco perché ti sei trasferito in Germania, Austria o Svizzera e volevi integrarti. Poi magari ci hai preso gusto e, quando inizi a sentirti integrato, incominci a studiare tedesco perché vuoi sfidare te stesso. E la cosa si può continuare all’infinito.

 

Studiare tedesco (o qualsiasi altra lingua) è molto simile al dire oggi sono a Torino e domani voglio essere a Roma.

 

Sia che tu conosca a memoria la strada sia che sia la prima volta che fai un viaggio simile, molto probabilmente imposterai il navigatore della tua auto. In tal modo, quindi, potrai sapere qual è la strada corretta e saprai subito se c’è traffico sul tuo percorso.

 

Quando imposti il navigatore, esso sa che per esempio tu ti trovi a 45°4’41″16 N (questa la latitudine di Torino secondo Google, http://www.comuni-italiani.it/001/272/clima.html) e che vuoi andare a 41°53′30″ N (la latitudine di Roma secondo Google, https://dateandtime.info/it/citycoordinates.php?id=3169070).

 

Se il navigatore non fosse in grado di ricevere in automatico le informazioni qui sopra, esso non sarebbe in grado di calcolare nessun percorso.

 

La stessa cosa avviene quando si chiede ad un insegnante di tedesco o a qualcuno che parla bene questa lingua di dare dei consigli su come iniziare a studiare il tedesco. Senza la minima idea di dove sei e dove vuoi andare, nessuno sarà in grado di rispondere alla tua domanda.

 

Ed è per questo che, se vuoi dei consigli su come imparare il tedesco, ti pregherei di dirmi se sei proprio all’inizio, se hai già studiato qualcosina oppure se studi già da anni e vuoi perfezionarti. Allo stesso modo ti pregherei di dirmi qual è l’obiettivo che vuoi raggiungere.

 

Solo così mi sarà possibile darti una risposta sensata.

 

 

Qual è il modo migliore per studiare tedesco?

Veniamo ora all’ultima domanda, ovvero:

 

Qual è il modo migliore per studiare tedesco?

 

Così come per quanto riguarda la domanda quanto ci vuole per studiare tedesco?, anche questa domanda è piuttosto personale. Infatti, ciascuno di noi non ha solo dei tempi propri per l’apprendimento, ma anche un proprio metodo di studio.

 

C’è infatti chi ha una memoria visiva e impara leggendo, c’è chi impara attraverso la conversazione e quindi utilizzando nella lingua parlata ciò che ha imparato e chi invece impara scrivendo tante volte.

 

Ma al di là di questi approcci legati alle proprie abilità personali, per studiare tedesco (come per qualsiasi altra lingua) occorre un metodo.

 

E quale metodo dovrei usare, Chiara?

Il metodo ovviamente dipende dai propri obiettivi. E quindi, se studi tedesco per pura passione puoi decidere di concentrarti sulla grammatica e lo studio della letteratura tedesca. Mentre se decidi di studiare tedesco perché vuoi lavorare e integrarti in Germania, allora punterai di più sulla lingua di tutti i giorni e sulla conversazione sul posto di lavoro.

Attraverso il mio blog voglio però aiutare quegli italiani (in Germania o in Italia) che desiderano studiare tedesco e/o trasferirsi in Germania. E quindi, nel presente paragrafo rispondo alla domanda qual è il modo migliore per studiare tedesco? tenendo conto questo target di persone.

 

In base a questo, a mio avviso, il modo migliore per imparare il tedesco è un metodo che:

1. Tenga conto delle diversità e delle somiglianze (a livello grammaticale, ma anche a livello semantico) tra la lingua tedesca e la lingua italiana (e se possibile anche di altre lingue che si sono studiate);
2. Presenti la lingua tedesca NON come uno standard monolitico, ma come l’insieme di più varietà standard;
3. Mostri agli studenti la lingua REALMENTE parlata.

 

Ciò significa quindi che, secondo me, il metodo migliore per studiare tedesco è COMPARATIVO (= il tedesco viene messo a confronto con l’italiano e/o altre lingue) e PLURICENTRICO (come avrai capito leggendo i miei articoli, il tedesco parlato in Germania è diverso da quello di Austria e Svizzera).

 

L’ultimo punto (il pluricentrismo) non è stato scelto a caso. Infatti, durante uno studio da me condotto per la mia tesi di dottorato, ho potuto constatare che gli attuali libri di tedesco tendono a presentare quasi esclusivamente la varietà di tedesco parlata in Germania, dimenticando così le altre varietà di tedesco.

 

E quindi, se uno vuole studiare tedesco per trasferirsi in Germania, Austria o Svizzera, gli attuali libri di tedesco non ti aiutano molto…

 

Bene, Chiara, ma come si può mettere in pratica il tuo metodo?

A livello pratico, significa che:

1. Studi su materiale autentico, ovvero utilizzando articoli di giornale, libri, trasmissioni TV, ecc.;
2. Utilizzi materiale proveniente da più Paesi di lingua tedesca;
3. Se per es. sai che in italiano il passato prossimo dei verbi riflessivi si fa con il verbo essere, mentre in tedesco il Perfekt si fa con il verbo haben, ti ricorderai più facilmente di questa differenza e farai meno errori.

 

Il risultato è quindi quello che puoi vedere nell’articolo I verbi in tedesco al tempo presente: guida definitiva.

 

Sicuramente, questo metodo non andrà bene per tutti. Ma a mio avviso, se vuoi studiare tedesco per trasferirti in Germania / Austria / Svizzera, questo è il metodo migliore.

 

E tu, cosa ne pensi? Ci vediamo nei commenti.

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